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11 febbraio 2012

In ricordo di un amico

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Ringraziamo Giacomo Pedroni per questo articolo in memoria di Pierluigi Giuliani.
La Redazione

 

È già passato un anno dal giorno in cui, improvvisamente, ci lasciò Pierluigi Giuliani, per tutti “il Gigi”. Appresi quasi casualmente la notizia nella serata di quel mite 11 febbraio 2011 e confesso che sul momento pensai a uno scambio di persona dato che avevo visto Gigi in perfetta forma soltanto due giorni prima. Purtroppo non c’era stato alcun errore, Gigi se n’era andato quella mattina stessa, in silenzio, nel giorno dedicato alla Madonna di Lourdes a cui, sono certo, fosse devoto.
Di lui ho tanti ricordi. Mi ritornano alla mente le chiacchierate che facevamo all’uscita della scuola oppure durante l’oratorio estivo o al termine dell’allenamento di calcio quando lui arrivava per accompagnare a casa il nipotino. Era un uomo colto, amava la lettura e lo studio, le sue conoscenze spaziavano dall’attualità alla storia passando per la religione e lo sport. Calciatore mancato (da ragazzo venne selezionato dalle giovanili dell’Internazionale), era stato un apprezzato insegnante di lettere. Sue grandi doti erano la pacatezza e la serenità con cui affrontava la vita di tutti i giorni; in quasi vent’anni non mi è mai capitato di vederlo arrabbiato o imbronciato, i suoi occhi e il suo sorriso trasmettevano tranquillità a chiunque lo guardasse.
Capitava alcune volte, mentre parlava con altre persone, che le sue opinioni politiche non coincidessero con quelle dei suoi interlocutori; non alzava la voce per farle valere né per affermare la fondatezza delle sue idee ma si spiegava con parole e modi garbati, dimostrando una profonda conoscenza della materia che alla fine ti faceva dire “in effetti ha ragione lui”. Le sue critiche non
erano mai offensive, sapeva dissentire anche sui temi importanti della vita della Chiesa e sulla religione senza scadere nella polemica o nell’insulto. Profondamente legato alla famiglia, padre di 4 figli, ne sosteneva i valori cristiani. Credo che l’amore per la cara moglie Antonia non si sia mai affievolito nel corso degli anni. Ricordo quando durante l’oratorio feriale, nella mezz’ora dedicata alla preghiera in chiesa, raccontava ai bambini (sotto lo sguardo compiaciuto dell’indimenticabile Don Giuseppe) la vita dei grandi Santi del passato. Mi piace pensare che ora anche lui sia lassù in Paradiso insieme a loro, che non mancheranno di esprimergli la loro riconoscenza per aver fatto conoscere a tante persone i loro gesti di bontà e amore; Gigi, come sempre, ringrazierà con un sorriso.
Confesso che un po’ mi manca, come credo manchi a tutti coloro che gli hanno voluto bene e che come me ne hanno apprezzato le sue grandi doti umane.
Ciao Gigi.

Giacomo Pedroni

http://www.facebook.com/giacomo.pedroni

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