“L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, un bene essenziale che appartiene a tutti. Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa. Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia. E’ una battaglia di civiltà, nessuno si senta escluso.”
Con queste affermazioni la lista civica Vivere Besozzo sabato mattina ha portato a Besozzo la campagna referendaria “L’acqua non si vende”, ossia la raccolta firme per promuovere il referendum abrogativo sulla questione della privatizzazione del servizio idrico.
Il tema dell’acqua pubblica è un cavallo di battaglia della lista civica. Recentemente Vivere Besozzo era riuscita a far votare la modifica dello statuto comunale, inserendovi il principio della gestione pubblica del servizio idrico.
Il banchetto in via XXV Aprile ha reso possibile la raccolta di 40 firme: “abbiamo provato a testare l’interesse dei besozzesi per l’argomento – spiega Riccardo Del Torchio, consigliere di Vivere Besozzo – e la risposta è stata più che positiva. In poco più di un’ora abbiamo riempito i moduli che avevamo e purtroppo abbiamo dovuto mandare via delle persone”. Sarà ancora possibile firmare i moduli presentandosi agli uffici della Cgil di via XXV Aprile. Inoltre, la lista Vivere Besozzo sarà presente con un altro banchetto per la raccolta firme giovedì 8 luglio, durante lo svolgimento del mercato settimanale.
In tutta Italia le firme raccolte sono più di un milione: l’obiettivo è stato quindi già raggiunto e il referendum si farà nella primavera 2011, quando i cittadini italiani saranno chiamati a rispondere a tre quesiti che riguardano l’abrogazione di alcune norme del decreto Ronchi del novembre 2009; tale legge, lo ricordiamo, ha avviato un processo di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali, tra cui quello dell’approvigionamento dell’acqua.
Per maggiori informazioni: acqua bene comune
FC&VF