All’insegna dell’accoglienza e dello scambio culturale si è concluso martedì sera, 8 giugno, il primo semestre delle attività dell’associazione Auser Besozzo Insieme.
In un confronto a più voci sul tema dell’intercultura si sono alternati Paola Prestinoni, Giovanni Resteghini e due gentili ospiti provenienti dal Marocco, Fadwa Es Salah e Amina Houvhar, cui hanno fatto da contrappunto le possenti vibrazioni di Badu e del suo amico percussionista, originari del Togo.
La signora Amina ha dato inizio alla presentazione leggendo la sua storia e illustrando il Marocco anche attraverso scorci inconsueti, che hanno messo in discussione molti dei pregiudizi legati al nostro immaginario. Ad esempio, chi avrebbe mai pensato ghiacciai in nord Africa?
La signora Prestinoni, in rappresentanza dell’ANOLF di Varese – Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere – ha illustrato con chiarezza ed efficacia le difficoltà, soprattutto pratiche, che devono affrontare coloro che provengono da altri paesi alla ricerca di lavoro e sicurezza.
Il signor Resteghini, che si occupa di accoglienza e di integrazione degli alunni stranieri nelle scuole della provincia di Varese ed è formatore e consulente per i docenti, ha insistito sui molti pregiudizi attraverso i quali noi spesso vediamo – e quel che è peggio giudichiamo- coloro che provengono da realtà geografiche e culturali diverse dalla nostra.
Le due ospiti marocchine, oltre che deliziare i presenti con dolci squisiti che hanno evocato orizzonti inesplorati anche sul piano del gusto (che meraviglia quell’essenza al gelsomino!), hanno parlato del loro paese svelandone aspetti a noi sconosciuti. Ben inserite nella realtà italiana, che apprezzano molto, rivendicano però con forza il diritto a non dimenticare la propria identità, la propria lingua, la propria cultura.
La testimonianza di Gino Schiraldi, presidente di Auser Besozzo Insieme, che ha raccontato la sua infanzia di “immigrato interno” proveniente dal sud dell’Italia poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha ricordato ai presenti che l’Italia è stata storicamente un paese di migranti, e che per questo dovrebbe sentire con forza il dovere dell’accoglienza ora che è diventata un approdo per altri popoli.
E poi… si è sempre “a sud” di qualcun altro, ha ricordato Giovanni Resteghini, non dovremmo mai dimenticarlo!
Ha fatto da sfondo, proiettata sullo schermo, una rassegna illustrata delle attività svolte dall’associazione nel primo semestre e programmate per il secondo semestre 2010, che è possibile rivedere sul sito di Auser Besozzo Insieme.
E’ stata, come promesso, una “Festa di mezza estate”, nonostante la pioggia in agguato. Le sonorità suggestive delle percussioni, i dolci sapori di altre latitudini, l’intrecciarsi di accenti diversi – altri ospiti stranieri hanno partecipato all’incontro -, la vivacità dello scambio culturale hanno per qualche ora dimostrato che la diversità può essere una risorsa e non un problema.
af e md