In un momento storico in cui l’Italia sembra essersi smarrita, dilaniata da contrapposizioni interne ed incapace di condividere pienamente i valori comuni e fondativi della propria storia, la celebrazione besozzese del 65° anniversario della Resistenza ha riservato delle piacevoli sorprese.
I molti presenti, tra cui spiccava la massiccia partecipazione di giovani del Comitato il Farina, hanno potuto ascoltare, dopo il breve discorso del Sindaco (“al di là delle posizioni politiche che ci dividono, oggi dobbiamo unirci nel rispetto di chi è morto per la nostra libertà”), una preziosa testimonianza del partigiano Luigi Grossi, che ha voluto ricordare i partigiani che lottarono per la nostra libertà e ha invitato la popolazione all’unità e alla pace per far sì che fatti del genere non si verifichino mai più. Uno dei momenti più significativi del suo discorso è stato il richiamo all’art.11 della Costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
L’assenza della banda besozzese, abituale “colonna sonora” della commemorazione, è stata sopperita da un coro improvvisato che, alla fine del momento di raccoglimento davanti al Faro, ha cantato “Bella ciao”.
Celebrando il 25 aprile, ovvero la liberazione dal nazifascismo e l’inizio della democrazia e della storia repubblicana, dobbiamo sempre ricordare l’importanza che ebbe il movimento della Resistenza nella nascita della Costituzione italiana, riscoprendo, per esempio, queste parole di Piero Calamandrei:
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.
Come ultimo appunto, mi auguro che il clima disteso e unitario che si è potuto respirare oggi al Faro sia di buon auspicio per un futuro migliore per l’Italia, che si appresta a compiere (nel 2011) ben 150 anni. Auguri.
Fra. Bin.
Articoli correlati:
- Dall’informatica al panificio: 8 anni di impegno in Zambia Tra progetti consolidati e sogni per il futuro, Don Maurizio Canclini racconta il suo lavoro nella Parrocchia di Mazabuka. Durante...
- Erminia Porrini, semplicemente 100 anni Erminia Porrini, per tutti Gina, cardanese "purosangue", compie oggi un secolo di vita. Seduta alla sua poltrona, regala un dolce...
- Don Giovanni torna in “famiglia” per festeggiare gli 80 anni Domenica mattina 13 settembre 2009, nella chiesa prepositurale dei SS. Alessandro e Tiburzio, sono iniziati i festeggiamenti per gli ottant’anni...
bella ciao!