Caro Michelino,
ho partecipato negli scorsi giorni a una interessante conferenza sull’economia ambientale e lo sviluppo sostenibile, presso l’Università Bocconi. Sulla scia del coinvolgimento in questa iniziativa, ho deciso di contribuire nel mio piccolo a quella che sembra essere la sfida più importante in questo momento: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di cambiare radicalmente e il prima possibile il nostro modo di consumare le risorse del pianeta, che, cosa non ancora chiara a tutti, non sono infinite. Anzi, ci avviciniamo al punto di non ritorno.
Dimostra scarsa intelligenza chi si permette di liquidare queste argomentazioni come ambientaliste, catastrofiste, “di sinistra”. Sottolineo che la conferenza a cui ho partecipato si è tenuta presso la Bocconi, luogo dove di sicuro hanno ben presente l’importanza del profitto. Non si tratta solo di ambientalismo: si tratta di una strada che siamo costretti a seguire. Amministratori delegati, professori universitari, politici, tutti i relatori erano d’accordo sul fatto che investire ora sul risparmio energetico si rivelerà solo un successo, anche economico, nel medio-lungo periodo. Chi rimane indietro nella corsa all’efficienza dovrà comunque adeguarsi prima o poi: pur con molta lentezza la politica inizia a muovere i suoi passi fissando obiettivi e parametri molto precisi sulla riduzione delle emissioni di CO2, che tutti dovremo perseguire, volenti o nolenti.
Una recente direttiva europea impone infatti a tutti gli Stati membri di raggiungere un miglioramento dell’efficienza energetica del 20% entro il 2020. Grazie alla disponibilità di strumenti come i piani energetici e i regolamenti edilizi, in particolare per quanto riguarda nuovi edifici o ristrutturazioni, le amministrazioni locali si pongono come attori in prima linea nella realizzazione concreta della “20-20-20”: si pensi solo alla possibilità di riqualificare dal punto di vista energetico gli edifici pubblici, come municipio, scuole, ospedali, ecc. In effetti, l’ultimo rapporto di Legambiente sui “Comuni rinnovabili 2010″ evidenzia come la nuova “rivoluzione energetica” in Italia stia partendo proprio dal territorio. Certo, piccole amministrazioni come quella besozzese non sempre hanno i mezzi o le competenze per gestire interventi di un tale spessore. Ma esistono numerose associazioni in grado di affiancare gli enti locali: praticamente tutti i comuni sulla costa del Lago Maggiore da Laveno Mombello a Sesto Calende fanno già parte dell’associazione Agenda 21 Laghi. Tutti, tranne Besozzo. Agenda 21 è una società di consulenza che, oltre a occuparsi di studi di impatto ambientale e di campagne di informazione, conduce Agende 21 locali, come quella dei nostri laghi: reti di amministrazioni locali che si propongono di tutelare in maniera attiva l’ambiente e di garantire ai propri cittadini una migliore qualità della vita. Con una particolare attenzione a quattro grandi temi: acqua, mobilità, pianificazione e tutela del territorio, inquinamento e salvaguardia delle aree protette.
Un’altra associazione che affianca i comuni attraverso corsi di formazione, supporto nell’accesso ai finanziamenti, consulenza tecnica, è Kyoto Club, organizzazione non-profit di imprese ed enti locali che si propongono di ridurre le emissioni di gas-serra secondo il Protocollo di Kyoto.
Anche delle singole “esperienze di buon senso” possono valere l’etichetta di “comune virtuoso”. Per diventare membro dell’Associazione Comuni Virtuosi basta approvare in consiglio una delibera di adesione, e impegnarsi nella realizzazione di piccole o grandi iniziative a difesa dell’ambiente. Le cinque linee
guida d’azione sono: gestione del territorio, rifiuti, mobilità sostenibile, impronta ecologica della macchina comunale e nuovi stili di vita. Ne fa parte anche un comune a noi vicino, Castiglione Olona, che ha promosso l’uso di pannolini per bambini in stoffa (meno irritanti e riutilizzabili). Sul sito sono citati anche Mercallo per la costruzione della bio piscina di fronte al lago, depurata da speciali pianti acquatiche (fitodepurazione); Laveno Mombello, dove il Liceo Ambientale, riorganizzando la gestione dell’energia elettrica, ha ridotto del 55% i consumi (esperienza tra l’altro esportabile in qualsiasi edificio pubblico); Ranco, il cui comune ha aderito alla giornata No Plastic Bag offrendo ai clienti dei negozi del paese sporte per la spesa riutilizzabili in stoffa.
Si tratta in molti casi di iniziative semplici e facilmente realizzabili, che sul lungo termine non solo fanno risparmiare denaro all’amministrazione, ma contribuiscono a far nascere nel cittadino una maggiore sensibilità ambientale e a rinnovare il suo orgoglio per il paese in cui vive.
Come cittadina besozzese vorrei vedere un paese più mobilitato in questo senso. Abbiamo la fortuna di poter godere della presenza di colline, boschi, campagne e anche di un tratto di lago; la preziosità di questo patrimonio è il motivo per cui la Regione Lombardia ha affidato al nuovo Piano di Governo del Territorio la Valenza Paesistica.
Valenza Paesistica di cui giustamente la nostra amministrazione, che fa della salvaguardia del territorio il proprio manifesto programmatico, va fiera. Alcune cose buone sono state fatte: riqualificazione del sentiero alla bozza, passeggiate ecologiche con i bambini, attivazione del distributore di latte, adesione all’ATO e promozione, sull’ultimo foglio notizie, della pratica di bere l’acqua del rubinetto (ottima) invece di quella in bottiglia.
L’approccio giusto però è quello di pensare che si può sempre fare qualcosa di meglio, in modo sistematico e deciso: è una questione di priorità. Dare la priorità alla tutela del territorio significa fermare il consumo di suolo, non cementificare le campagne (“parco Cascine” e Sottocampagna); organizzare audit energetici negli edifici pubblici (ossia delle “diagnosi” del consumo energetico degli edifici, al fine di renderli più efficienti), non squadre di “osservatori volontari” illusi di risolvere con le ronde il problema sicurezza; affrontare il problema del traffico alle otto del mattino con scuolabus comunali (magari elettrici), non costruendo nuove strade. La carenza di fondi per i comuni è nota a tutti: appunto per questo è importante scegliere con cura i progetti in cui investire il denaro pubblico. Investire nella tutela dell’ambiente ripaga con risparmio nei bilanci e benessere per tutti.
Informiamoci. Cambiamo stile di vita. Facciamoci sentire!!!
www.kyotoclub.org
www.comunivirtuosi.org
www.falacosagiusta.org/altramministrazione/
www.home-2009.com DA VEDERE!!!
Valeria Forlin
Besozzo comune che dorme?
Caro Michelino,
sono passati oramai diversi giorni dalla pubblicazione dell’appello accorato di Valeria Forlin che, con passione unita a ricchezza di documentazione, ha lanciato un “grido di dolore” sulle problematiche ambientali e sul silenzio locale.
Mi sarei aspettata qualche commento…
Da singola cittadina, oltre che mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali e, nel mio piccolo, rispettare alcune regole elementari, non posso fare altro che lanciare a mia volta un appello affinché:
· chi è più direttamente responsabile di scelte fatte o non fatte dia riposte esaurienti alle tante domande di Valeria Forlin;
· chi si occupa di formazione e informazione faccia uno sforzo in più per intensificare l’educazione ambientale e per divulgare anche presso gli esterni quanto già si fa;
· chi vive a Besozzo rifletta sul fatto che, nella salvaguardia dell’ambiente, l’attenzione, la responsabilità e il contributo dei singoli possono essere molto molto importanti.
Con cordialità
A.F.
Trovo l’articolo molto ben scritto e consiglio a tutti di visitare i siti postati! perchè non possiamo più perderci in chiacchere ma dobbiamo sporcarci le mani… dobbiamo capire che proprio noi abitanti del lago e di zone paesisticamente stupende, abbiamo il dovere e il privilegio di preservarle e godercele!! buona natura a tutti!
se guardi la nostra provincia da un satellite vedi solo verde e blu dei laghi, son d’accordo che bisogna esser attenti alle problematiche dell’ambiente e dell’energia, ma io darei priorita al lavoro lavoro lavoro, scusami ma cosa me ne faccio di un lago pulito se non ho di che vivere?
Se Spadino avesse letto tutto l’articolo di Valeria avrebbe potuto scoprire che investire ora sul risparmio energetico, oltre ad essere importante dal punto di vista ambientale, si rivelerà fondamentale dal punto di vista economico portando alla creazione di nuovi posti di lavoro.
sig. Francesco, ha ragione, io gli articoli che parlano di risparmi energetici non riesco a leggerli, io penso solo che se avessimo le centrali termonucleari, come quasi tutti gli stati europei, non saremmo qui a discutere sui risparmi, le industrie non andrebbero in altri paesi. penso che sappia della chiusura della storica cartiera di besozzo, lei saprà che inquinava, leggermente, ma una volta all’anno faceva morire i pesci del bardello, saprà anche che la chiusura non è dovuta perchè era un potenziale inquinatore ma perchè il costo di un chilo di carta l’85 % era dovuto al costo dell’energia, poi parli pure di futuri posti di lavoro del risparmio energetico, ripeto, vorrei le centrali termonucleari, e poter lavorare come hanno fatto i nostri vecchi,
Sig. Spadino, visto che vuole le centrali nucleari a tutti i costi…perchè non offre il giardino di casa sua come sito di stoccaggio per le scorie nucleari? Spero solo che non abiti a Besozzo…
sig. Francesco, “faga mia el spiritus” lei scherza ma se non si prendono decisioni definitive e serie, i miei nipoti ritorneranno a leggere con la candela o il lume, le scorie gentile signore potrebbero metterle anche fuori casa mia, l’importante è che ci sia la sicurezza che chi le maneggia sia all’altezza della situazione. e poi piantiamola con tutte le vostre preucupazioni, dateci una alternativa valida e noi vi seguiremo, io sono convinto che abbiamo perso tantissimi anni per le vostre sciochezze e le vostre paure, cernobyl non fa testo, perchè successero una catena d’eventi voluti, che in un lavoro normale non succedono. abbiamo fame d’energia, l’unica per me sono le centrali termonucleari, io posso lamentarmi della bolletta dell’enel voi no!
[...] La paura delle candele 2 aprile 2010Rallentare significa regredire? Da dove nasce la paura delle candele di “spadino” quando commenta l’articolo di Valeria Forlin? [...]
spadino sono d’accordo che urge trovare una soluzione al problema energia ..ma ho i miei dubbi che con il nucleare non ti lamenterai della bolletta: lo sai che il costo dell’uranio è aumentato del 1000% dal 2001 al 2007? fra 20 anni (tempo minimo per costruire una centrale) il suo costo aumenterà ulteriormente considerando che la domanda sul mercato è in continua crescita(sono previsti 168 cantieri reattori entro il 2020!).sarà energia disponibile in gran quantità ma tutto da vedere se economica.. considerando poi che il nostro paese non è in grado di gestire la raccolta della normale spazzatura in maniera trasparente, come pensi varrà gestito lo smaltimento delle scorie tossiche radioattive prodotte dalle centrali? prova a indovinare ma non è difficile.
io la pianto qua, la discussione non porta da nessuna parte, abbiamo fame di energia ma ci vorranno 20 anni e le scorie, io penso che quando ford fece la prima auto tutti dissero non funzionerà e avevano paura
in questo caso nessuno dice che non funzionerà…funziona benissimo(il nucleare)!! bisogna valutare se sotto l’aspetto economico ci sarà davvero convenienza. se non hai soluzioni pratiche in mente fai bene a piantarla qua
[...] vostro interesse sul tema della sostenibilità ambientale con un paio di articoli, uno sul tema dei comuni virtuosi sotto il profilo ambientale e uno sul tema dell’energia nucleare. In effetti i commenti sono [...]