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7 febbraio 2012

Sacro Monte di Varese tra storia e curiosità

Durante l’ultimo incontro AUSER, la dottoressa Angela Borghi ha ripercorso la storia e le curiosità che caratterizzano il Sacro Monte di Varese.

I Sacri Monti iniziarono ad essere creati nel XVI secolo come espressione artistica per sostituire i pellegrinaggi in Terra Santa, non praticabili a causa dell’occupazione degli Ottomani.

La scelta non è casuale ma ha un profondo significato allegorico: il monte rappresenta una sorta di baluardo contro l’eresia luterana sempre più diffusa e la salita che il pellegrino deve compiere per giungere alla cima simboleggia la sua ascesa spirituale.

Sul Sacro Monte di Varese, precedentemente denominato Monte di Velate, si possono trovare tracce di insediamenti preistorici e appostamenti militari risalenti all’epoca romana; le origini del Santuario sono piuttosto dibattute. Pare che nel medioevo fu ampliata una piccola chiesetta preesistente, ristrutturata nuovamente nel 1572 in stile rinascimentale per volere della famiglia Sforza. Ulteriori modifiche furono apportate anche in epoca barocca internamente. La torre campanaria che ora possiamo ammirare è in realtà più bassa dell’originale poiché è stata colpita da alcuni fulmini.

Il santuario, diventato presto meta di pellegrinaggi, possedeva una fornace, delle vigne, campi, terre e case ed offriva ospitalità, vino, pane benedetto e ministri religiosi a coloro che giungevano implorando protezione per il proprio bestiame. Tra i pellegrini si possono ricordare alcuni personaggi illustri come Ludovico il moro, Federico Borromeo, Umberto re d’Italia e Paolo VI.

L’origine del monastero risale invece agli inizi del ’400 quando alcune eremite vivevano in una grotta sul Monte di Velate; tra di esse vi era la nobile Caterina la quale fu l’unica superstite in seguito ad un’epidemia di peste. A lei si unirono nuovamente altre donne che, essendo troppe per poter essere riconosciute eremite, diventarono monache, ancora oggi presenti come monache di clausura.

Poiché i pellegrini che giungevano da Velate dovevano percorrere un sentiero molto arduo, fu costruita una cappella a metà del percorso per poter dare ristoro ai viandanti.

Padre Aguggiari iniziò a predicare per ottenere elemosine in modo da potere costruire l’intera Via Sacra che fu completata in un secolo. Iniziò così una vera e propria gara di generosità tra i vari paesi e le famiglie nobili. I Litta, ad esempio, donarono 5000 scudi per l’edificazione della settima cappella. Si narra che l’opera di costruzione fu accompagnata da guarigioni miracolose.

Sono presenti, in tutto il percorso, 300 statue in terracotta dipinte a grandezza naturale, di cui 50 solo nella cappella che rappresenta della crocifissione.

Questo luogo magico è ricordato anche dallo scrittore Stendhal in una delle sue opere.

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Beatrice





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