Besozzo si preapara a festeggiare il suo santo africano

13 gennaio 2010

Il 17 Gennaio le Chiese festeggiano Antonio, ritenuto uno dei più grandi padri del monachesimo cristiano (la chiesa copta ancora lo ricorda come “padre di tutti i monaci”). Il vescovo Atanasio, nella sua “Vita”, ci racconta che Antonio il Grande nacque a Qumans, in Egitto, vicino al Cairo, intorno al 251, figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l’esortazione evangelica “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri” (Mt 19,21).
Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità. Ricercato come padre spirituale da numerosissimi discepoli, cercò luoghi sempre più appartati in cui vivere ma in diverse occasioni non esitò ad abbandonare la solitudine del deserto per occuparsi dei problemi che angosciavano la città di Alessandria. Morì su una montagna ai piedi della quale si trova il famoso monastero a lui dedicato.
Sant’Antonio fu presto invocato in Occidente come patrono dei contadini e degli allevatori; fu reputato essere potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili. Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il santo recarsi all’inferno per strappare al demonio le anime dei peccatori (la tradizione cristiana afferma che è Cristo stesso nel Sabato Santo ad abbattere i cancelli dell’inferno e della morte). Sant’Antonio tuttavia è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere spesso raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. La ricerca moderna e specialmente la psicanalisi hanno fatto tesoro della lezione tremendamente seria che si nasconde sotto i racconti delle lotte del santo contro i demoni. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. Anche a Besozzo la venerazione del Santo africano è sempre stata molto viva. La chiesa a lui dedicata è una delle più antiche del paese, seconda forse solo a quella di San Nicone: possediamo un documento del 1408 che attesta la sua esistenza già in quel tempo. Nel ‘500 la cappellania della chiesa di Sant’Antonio provvedeva all’istruzione dei ragazzi poveri. Tradizione radicata era poi la benedizione dei cavalli, grandi alleati dell’uomo nei lavoro dei campi, che nella ricorrenza del Santo venivano portati in corteo davanti alla chiesa. Tale tradizione si è in qualche modo mantenuta viva sino ad oggi, e per Besozzo è una delle feste più sentite. Al mattino vi è la benedizione di tutti gli animali domestici che arrivano accompagnati dai loro amici bipedi; segue nel pomeriggio la processione per le vie del paese e la sera vi sono il grande falò e lo spettacolo pirotecnico.



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