Archivio

12 febbraio 2012

Dal rituale della piazza agli incontri con i pinguini: racconti di vita sul ghiaccio

Antartide_continenti.jpgProsegue la spedizione di Fulvio Vanetti in Antartide. Il nostro avventuroso ex compaesano è  partito il 17 novembre 2009 con  il Programma Nazionale di Ricerca che per la terza volta lo ha portato nel continente di ghiaccio. Nonostante le difficoltà di comunicazione ed il lavoro, il nostro corrispondente non ha mancato di inviare notizie e fotografie.

Qui di seguito i suoi racconti.

Domenica 22 novembre 2009

La prima pizza è andata. Qui il trascorrere delle settimane si misura a “pizze”. Il cuoco ogni sabato sera prepara la pizza e questa diventa la nostra unità di misura per scandire lo scorrere dei giorni.
Sono arrivato in Antartide il 17 novembre scorso, casualmente lo stesso giorno del mese in cui Amundsen raggiunse per la prima volta il polo sud geografico, nel lontano 1911. Ma lui ci arrivò con ben altre difficoltà, rispetto ai miei più facili viaggi a bordo di moderni aerei. Il ricordo di quelle incredibili imprese, permane su tutti i territori che circondano la base italiana e che furono teatro delle epiche gesta di quegli uomini eccezionali. La baia davanti alla nostra stazione, baia Terranova, deve il suo nome ad una delle navi impiegate nelle prime spedizioni di Scott e località come mount Abbott, Browning pass o Priestley glacier, ricordano alcuni dei componenti delle prime spedizioni antartiche del secolo scorso, che costarono la vita a molti di loro.
Ora per noi che siamo quaggiù, all’altro capo del mondo, le cose sono senz’altro più semplici. Le temperature rimangono uguali a quelle di 100 anni fa’, ma gli indumenti e i mezzi con cui le affrontiamo, ci consentono di farlo con una sicurezza una volta impensabile.

E se devo raccontarvi le mie imprese antartiche di oggi vi mettereste a ridere. Infatti, dopo una mattina passata a terminare alcuni lavori di riparazione su uno dei mezzi antincendio e ad un paio d’ore di addestramento alla mia squadra di emergenza, ho passato il resto della giornata nei lavori di “casa”. Ho spazzato la stanza, ho tolto la polvere, ho lavato il pavimento, ho fatto il bucato e poi l’ho fatto asciugare. La missione antartica è anche questo e chi sceglie di venire quaggiù, sa che dovrà arrangiarsi in ogni cosa.

Gli altri giorni della settimana, trascorrono invece con turni di lavoro di 12 ore e non mancano le occasioni di fare lo straordinario. Come l’altra notte ad esempio, quando un Hercules C 130 dell’aeronautica militare americana, partito dalla base USA di McMurdo e diretto a quella di South Pole, si è trovato in grave difficoltà a causa di un’improvvisa perturbazione, che ha ridotto quasi a zero la visibilità, con un vento che superava i 100 km/h. Il controllo aereo di McMurdo Center, ha richiesto immediatamente via radio alla nostra sala operativa, un supporto di emergenza per consentire l’atterraggio del quadrimotore militare sulla nostra pista. Immediatamente, è stato allertato tutto il personale necessario, compresa la squadra antincendio e in circa 10 minuti tutto era pronto per accogliere l’aeroplano in difficoltà. Con i fari abbaglianti del mezzo antincendio, abbiamo segnalato al pilota l’inizio della pista ricavata sulla banchisa e difficilmente visibile a lunga distanza e con un fumogeno rosso, gli abbiamo consentito di capire la direzione del vento. Così, il grosso aereo ha trovato la via e ha posato dolcemente i suoi enormi sci sulla liscia superficie ghiacciata del mare, fermandosi in poco meno di 500 metri, con una perfetta manovra. I 6 aviatori a bordo hanno tirato un bel respiro di sollievo. Non avevano infatti carburante a sufficienza per volare ancora per molto. E ieri, è stato il giorno dell’apertura ufficiale della base, con tutti schierati per l’alzabandiera.

adelia.jpgGiovedì 26 novembre

Siamo partiti in 3 con i 2 piloti dell’elicottero e abbiamo affrontato un viaggio di 2 ore per raggiungere Cape Hallet, una località in cui sorgeva un vecchia base americana. Compito di noi italiani: recuperare i rifiuti. Eh sì, perchè il trattato antartico prevede che ogni paese lasci l’Antartide come lo ha trovato e così, considerata la collaborazione tra Italia, Stati Uniti e Nuova zelanda, ci siamo presi l’impegno di ripristinare il sito di Cape Hallet.
Il lavoro è durato tutta la giornata, ma dovremo tornarci perché il materiale è tanto e anche molto pesante. Per cui dovremo preparare diversi cumuli di materiale che l’elicottero sia poi in grado di sollevare e trasportare fino alla nave Italica, che incrocerà al largo durante il mese di gennaio. Durante il lavoro, abbiamo anche aiutato un gruppo di 4 simpatici ricercatori americani e inglesi che dovevano piazzare il loro campo di tende proprio a Cape Hallet.
Qui, infatti, esiste una delle più grandi colonie di pinguini della razza Adelia, che siano presenti in Antartide, di cui vi mando una foto.
Vorrei poter inviare più immagini, ma non posso inviare messaggi che siano maggiori di 1,5 Mb. Qui le temperature si matengono stabili tra meno 15 e meno 2, con una bella nevicata tra lunedi e mercoledi.

Lunedì 30 novembre 2009

Sono le 3 e mezza. Sto facendo il turno notturno di guardia. Sono montato alle 22 di ieri e smonterò alle 8 di stamattina. Tutti gli altri dormono nelle loro brande al piano di sotto, mentre io veglio sulla base dalla torretta della sala operativa. Fuori il vento soffia a 40 nodi, quasi 80 Km/he fa fischiare le antenne sul tetto. Le bandiere italiana e europea sventolano tese sui loro pennoni. Nonostante l’ora, il sole risplende a nord, in una specie di tramonto perpetuo, che inonda di luce le ampie vetrate della torre. Le radio mandano strani suoni e voci incomprensibili si scambiano messaggi attraverso l’etere. Chissà da dove arrivano quelle comunicazioni.
Ogni 2 ore devo scendere per andare a fare il giro di controllo esterno e per verificare che i gruppi elettrogeni, il potabilizzatore e la caldaia, funzionino regolarmente. Non è piacevole infilarsi la tuta termica e i pesanti sarponi, per uscire nel vento gelido.
Ogni tanto osservo col binocolo la banchisa, che per decine di chilometri brilla bianchissima tutto intorno alla nostra stazione. Devo tenerla sempre di vista e lanciare l’allarme se dovessero formarsi delle crepe improvvise. Ormai siamo quasi a dicembre, in piena estate australe e questo è proprio il periodo in cui il pack può rompersi in tanti grandi lastroni, per andare poi alla deriva al largo. Se dovesse succedere, tutti nella base dovremmo correre a smontare le stazioni meteo, i veicoli per i rifornimenti e tutte le altre installazioni che ci servono per far funzionare le 2 piste di volo, costruite proprio sul ghiaccio marino.
Il paesaggio che posso osservare l’avrò già visto non so quante volte, ma ogni volta mi soffermo affascinato a guardare la lunga striscia del ghiacciaio Campbell, con le sue sfumature che vanno dal bianco al grigio, fino all’azzurro. Il vulcano Melbourne invece è per metà coperto dalle nuvole. E’ una montagna imponente, alta quasi 3000 metri e completamente coperta di ghiaccio, che somiglia incredibilmente al Vesuvio, facendo assomigliare il Gerlache Inlet al golfo di Napoli. Ancora 5 minuti e poi dovrò uscire per il consueto giro di controllo. Ho già oltrepassato la metà del mio turno, ma non mi sento per niente stanco. Il sole mi aiuta star sveglio. Però sono sicuro che alle 8, mi infilerò volentieri a riscaldarmi sotto il piumino d’oca della mia branda, per gustarmi un meritato riposo. Beh, adesso devo andare, il gelo là fuori, mi sta aspettando…



About the Author

silvia bevilacqua





0 Comments


Be the first to comment!


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Per mantenere un livello civile della conversazione, i moderatori si riservano il diritto di eliminare tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati.