Croci e crociate in Consiglio Comunale
28 novembre 2009
Ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di venerdì 27 novembre, la lettura di una mozione con cui il Consiglio si è espresso con un giudizio negativo riguardo alla sentenza della Corte Europea per i diritti umani sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Il documento, letto dal vicesindaco Brunella (assente il sindaco Rizzi), riprende le valutazioni che la magistratura italiana già aveva fatto in merito: il ricorso sollevato dalla cittadina italiana di origini finlandesi contro la presenza del crocifisso nella scuola dei propri figli era stato respinto, in quanto il crocifisso veniva considerato un simbolo della storia, della cultura e dell’identità italiana. Ribadendo il fatto che, secondo il Concordato del 1984, “non sussiste una situazione di parità fra la Chiesa cattolica e le altre confessioni”, il Consiglio Comunale ha dichiarato inaccettabile la posizione di chi, “in nome del rispetto della libertà religiosa”, impone “l’abbandono di quelle tradizioni che costituiscono un punto di riferimento fondamentale per le nostre radici culturali”.
Segue dibattito. Un dibattito che in realtà non è stato poi così acceso per quanto riguarda i principi etici sollevati dall’argomento: anche i consiglieri di minoranza, ognuno a modo suo, si trovavano d’accordo sulla proposizione generale per cui un crocifisso, nelle aule scolastiche italiane, ci debba essere. Mattioni contesta alla sentenza europea una manovra di “nascondimento della realtà”: “se i simboli cristiani devono essere nascosti perchè propongono una particolare visione del mondo, allora arriviamo all’assurdo per cui anche la storia dell’arte andrebbe vietata: ogni quadro infatti incarna una particolare visione del mondo”.
I consiglieri di Vivere Besozzo si esprimono ognuno secondo propria coscienza. Riccardo del Torchio legge un passo del Vangelo secondo Matteo: “ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato”, e aggiunge: “essere cristiano significa aiutare le persone in difficoltà (offrire doposcuola alle famiglie, istituire corsi di lingua per stranieri per favorire l’integrazione), e non impugnare il crocifisso come emblema di una crociata del nuovo millennio”. Riccardo Genovesi si dichiara contrario a qualsiasi imposizione: contrario quindi sia a quegli atei razionalisti che vogliono togliere i crocifissi dalle aule, sia a quegli oltranzisti che, impegnati in “malaugurati tentativi di difendere in modo conservativo la decadente civiltà occidentale”, non aprono gli occhi su altri problemi più pressanti: la crisi economica e le difficoltà delle famiglie.
Tra le righe, in questi interventi si legge un’accusa di incoerenza tra gli insegnamenti cristiani e gli orientamenti politici del partito più rappresentato in consiglio, la Lega Nord. Interviene allora la sig.ra Fandella: “spesso mi viene chiesto come posso essere al tempo stesso leghista e cristiana. Credo che l’immigrato sia degno di rispetto come ogni altro essere umano, e voto la Lega Nord per combattere chi vuole aprire indiscriminatamente i confini per sfruttare gli extracomunitari: gli imprenditori, i sindacati e le associazioni di volontariato che ormai sopravvivono solo grazie alla presenza di questa nuova povertà”. Coghetto, pur annunciando il proprio voto favorevole (“solo perchè sono rincuorato dalla sensibilità manifestata da Papa Ratzinger verso i problemi dell’immigrazione”), ricorda al consigliere Fandella che le persone si giudicano da quello che propongono, e cita alcune recenti proposte contro l’immigrazione della Lega Lombarda.
Il dibattito inizia ad allontanarsi dall’ispirazione originaria per approdare a posizioni più politiche: i consiglieri di Vivere Besozzo lamentano per l’ennesima volta la mancata apertura al dialogo della giunta, e la scarsa sensibilità ai veri problemi dei cittadini. I toni si alzano. Si arriva infine al voto: tutti favorevoli tranne due astenuti (Del Torchio, Genovesi).


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