Shanghai: La Cina che verrà

21 novembre 2009

IMG_0038La nostra realtà besozzese: quieta, pacifica, silenziosa. E’ qui che si contrappongono, e a volte stridono, i miei indimenticabili ricordi di rumore, frenesia, dinamicità che hanno riempito il recente periodo della mia vita vissuto a Shanghai.
Partii a inizio febbraio, dopo essermi laureata, con l’intento di studiare una delle materie piu’ ostiche che io abbia incontrato nella mia carriera universitaria: la lingua cinese.
Quest’esperienza, inizialmente ardua, grazie all’incontro quotidiano con madrelingua e al corso semestrale presso la Fudan University, si è poi rivelata impegnativa, ma appagante. A tal punto che il ritorno a casa si è rivelato molto difficile.
Qui: la mia realtà.
Shanghai: la mia magia.
Qui, dove gli abitanti sono poco piu’ di 8000. Là, dove arrivano a 18.000.000.
Qui, dove la cima che svetta prepotente sul paese è il Faro di Besozzo. Là, dove il grattacielo piu’ alto è lo Shanghai World Financial Center, che raggiunge i 492 metri di altezza.
Qui, dove affacciandomi alla finestra della mia mansarda vedo verde e campi coltivati a grano. Là, dove affacciandomi alla finestra del mio appartamento al sedicesimo piano, ed ero solo a metà dell’edificio, vedevo l’Hotel Le Royal Meridien, le masse umane di cinesi che si apprestavano ad attraversare la strada ed il traffico, un intrico ingovernabile di biciclette, camion, automobili, nel quale i taxi Santana (Volkswagen in cinese) facevano da protagonisti con il suono del loro claxon.
Qui, dove per giungere a casa mia è necessario percorrere una strada sterrata e non illuminata. Là, dove strade immense s’incrociano con ponti e sopraelevate, ed i grattacieli sono, anche la notte, illuminati a giorno, in modo quasi arrogante e senza alcun rispetto del risparmio energetico.
Qui, dove è il Fiume Bardello che sfocia nel lago Maggiore ad attraversare il paese. Là, dove l’immenso fiume Huangpu divide due aree della città: sulla riva orientale il Pudong e su quella occidentale il Puxi.
Il Pudong è il cuore finanziario della citta’. Sede di banche e di numerosi uffici di compagnie internazionali, sta conoscendo una repentina revisione urbanistica che presume la costruzione di nuovi grattacieli, ad espressione dello sviluppo economico del Paese. Ad oggi si possono ammirare la Jin Mao Tower di 88 piani, la Pearl Tower, ossia la Torre della Televisione, e il già nominato Shanghai World Financial Center.
Sulla riva occidentale si scopre, invece, un’altra Shanghai: la Concessione Francese e i suoi viali, il Giardino di Yuyuan, Nanjing Lu, la via dello shopping, People’ s Square, ed il Bund, complesso di edifici coloniali déco che furono sede di grandi banche europee e compagnie di navigazione, oggi occupati da banche cinesi, negozi, locali alla moda, alberghi. Il Bund si affaccia sul fiume ed è attualmente un cantiere in ristrutturazione per l’EXPO 2010.
Shanghai: fluida e onnivora. Dinamica e divertente. Piena di opportunità e multiculturale, dove diverse etnie s’incrociano, dove è possibile conoscere persone che provengono da ogni dove che, come te, si trovano lì a studiare, lavorare o cercare l’occasione della vita.
Shanghai che rappresenta la Cina ricca e del cambiamento, ma, forse, non rappresenta appieno la Cina vera.
La Parigi D’Oriente, la New York d’Asia: uno specchietto per le allodole? Forse. E’ controverso dare una definizione.
Capitale economica ed epicentro della consumer culture in Cina, mi ha affascinato con un mix elegante di tradizione e modernità. Oriente e Occidente. E’ in grado di assorbire mode e tendenze, le manipola, le digerisce e le espelle in un ciclo continuo. Una metropoli che è cultura dell’immagine, dei monumenti al consumo, del business rapace.
La città dei “cinesi ricchi”, dei proprietari di innumerevoli appartamenti in centro, di aziende che dal nulla sono fiorite grazie alla politica di riforma e di apertura promossa nei primi anni ’90 da Deng Xiaoping e grazie agli investimenti stranieri. La metropoli degli affollati Starbucks Coffee, Pizza Hut e McDonald’s, dove ragazzi alla moda, hanno ormai dimenticato le camicie blu alla Mao per vestire Prada e guidare Lamborghini.
Al contempo, pero’, la tradizione fa a pugni con la modernità. Accanto a questa Shanghai consumista, ne convive un’altra più autentica e tradizionale.
Giri l’angolo e trovi la vita per le strade: gente accovacciata su se stessa mentre mangia velocemente, con bacchette in legno, ciotole di mifan (riso bianco). Uomini sui marciapiedi concentrati a battere l’avversario a  dadi, a dama, a mah-jong. Panni stesi su un filo tra un palo della luce ed un alberello bisognoso d’ acqua. È il posto in cui molti negozi di parrucchiere popolati da ragazze in abiti succinti non si occupano di acconciature, ma di altri servizi. È la città dove d’estate molti uomini e donne camminano per strada indossando pigiami, e dove si vedono persone di tutte le età e dall’aria distinta far volare aquiloni di ogni forma e dimensione.
Una città dove, con meno di 50 centesimi di Euro puoi mangiare una ciotola di spaghetti di soia saltati dalla signora ridente che, con la propria “cucina mobile” mischia abilmente verdure, spezie e carne, di opinabile provenienza. Dove puoi anche gustare una cena di pesce al cinquantaseiesimo piano della Jin Mao Tower, e nel mentre ammirare edifici altissimi che arrogantemente s’impongono alla tua vista ed un’espansione urbana a perdita d’occhio. E ti senti piccolo, quasi umiliato da tanta grandiosità.
Shanghai: il contrasto ed il bipolarismo sociale. Questa è la sua caratteristica principale. Il tutto o il niente. Senza mezze misure. La Ferrari e la bici sulla cui sella vedi un anziano quasi rachitico con a seguito un piccolo carro che traina chili di polistirolo, le boutique Louis Vuitton e i negozi dove con pressoché due Euro compri un paio di pantaloni..
Shanghai è frivola, seducente e spregiudicata, ed è forse è quello che piu’ mi affascina..
Shanghai: per capire la Cina di oggi e immaginare quella di domani.

Anna Binda



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1 Commento per “Shanghai: La Cina che verrà”

  1. Franco Calmi on novembre 26th, 2009 at 18:31

    Complimenti per il bell’articolo che hai regalato a noi Besozzesi. Per un attimo mi è sembrato di esserci anch’io in mezzo ai grattacileli e al traffico della metropoli cinese.

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