Il 10 novembre Fulvio Vanetti, capo del distaccamento dei vigili del fuoco di Busto/Gallarate già noto ai nostri lettori per la sua testimonianza sul terremoto nella zona dell’Aquila, è partito per una nuova spedizione del Programma Nazionale di Ricerca verso il continente più a sud del nostro pianeta: l’Antartide.
Il “nostro inviato” soggiornerà ancora una volta presso la base italiana Mario Zucchelli e dalla base stessa ci aggiornerà in tempo reale sullo stato d’avanzamento della missione.
Tra pochi giorni, partirò per una nuova spedizione in Antartide. La mia avventura con il Programma Nazionale di Ricerca comincia nel 2004 quando, dopo aver partecipato ad una agguerrita selezione e aver superato ogni prova, compresa la severa visita medica presso l’Aeronautica Militare, vengo scelto come primo vigile del fuoco italiano, per partecipare alla XX^ spedizione.
L’emozione è così grande che quasi non ci credo. Il 19 ottobre 2004 parto da Malpensa diretto a Christchurch, nell’isola del sud della meravigliosa Nuova Zelanda. Da qui spiccherò l’ultimo salto di 2500 chilometri su un aereo militare americano e arriverò alla base italiana Mario Zucchelli, dopo circa 6 ore di volo.
Il volo si rivela assai avventuroso e riusciamo ad atterrare solo grazie alla bravura del pilota che si infila in un buco tra le nuvole, riuscendo a trovare la pista ricavata sulla banchisa e a posare le 60 tonnellate dell’Hercules C-130 sui 2 metri di spessore di ghiaccio marino.
Appena metto il naso fuori dall’aeroplano, il freddo mi “morde” le parti scoperte. Ci sono circa 20 gradi sotto lo zero e ci vorrà qualche giorno per farci l’abitudine. Dopo un mese di permanenza, le rare volte in cui la temperatura sfiora i meno 5, per noi sembra che sia arrivata la primavera! In Italia i giornali titolerebbero invece: “temperature polari”. Questione di punti di vista.
Dopo questa prima missione durata 2 mesi, sono tornato ancora nel continente di ghiaccio nel 2005 e poi ho fatto una pausa di tre anni, per non gravare troppo sulla “gestione familiare”. Quest’anno ho nuovamente accettato l’offerta, ma credo che sarà anche l’ultima. La permanenza in Antartide non è cosa facile. Il clima, l’isolamento e la vita senza momenti di privacy e di vero riposo, mettono a dura prova soprattutto il lato psichico delle persone. Ci sono giorni in cui si avverte molto forte la mancanza di quanto di più caro si è lasciato a casa e queste giornate sono compensate solo dalle immagini che l’ambiente estremo regala e che difficilmente potranno essere dimenticate da chi ha avuto, come me, la fortuna di vederle coi propri occhi.
Fulvio Vanetti
Capo distaccamento vigili del fuoco Busto/Gallarate