Prima classificata nel calcetto a sette e nella palla volo a squadre miste, la formazione varesotta – milanese ha portato a casa un doppio trofeo dal torneo disputatosi dal 9 al 12 luglio 2009 a Casalecchio di Reno in Provincia di Bologna. I Mondiali Antirazzisti ogni anno richiamano alle porte del capoluogo emiliano ultras, sportivi e simpatizzanti da tutta Europa e dai quattro angoli del globo. Tra i campioni dell’Armata Rozza anche Manuel Jurado Sanchez: origini andaluse, cittadinanza tedesca e besozzese di adozione che afferma con orgoglio di essersi trasferito in Italia “non certo per lavoro ma per amore”.
Andiamo con ordine: credo che pochi conoscano i Mondiali Antirazzisti ci spieghi cosa sono ?
Il mondiale è nato dodici anni fa’ dal “Progetto Ultrà” della UISP Emilia Romagna e Istoreco. Originariamente si svolgeva a Montecchio in provincia di Reggio Emilia ma dal 2007 è stato trasferito a Casalecchio a pochi chilometri da Bologna. Ogni anno partecipano oltre 200 squadre provenienti da Italia, Francia e Germania e alcune anche dagli altri continenti. Quest’anno la coppa chilometri l’ha vinta la formazione di Belem Brasile. E’ un torneo non competitivo, originariamente, di calcetto a cui poi si sono aggiunte altre discipline come pallavolo, basket, rugby e cricket.
Da chi è formata l’armata Rozza?
E’ un gruppo eterogeneo ci sono trentenni con figli e spensierati ventenni, ragazze e adolescenti, tutti residenti tra Varese e Milano ma anche provenienti da Marocco, Perù o Germania, come me .
Quando si trova l’Armata Rozza? Ci sono degli allenamenti? A quali competizioni partecipate?
Ci si ritrova per giocare e il pretesto della partita è un’occasione per incontrarsi. Qualcuno gioca in altre squadre durante l’inverno altri si improvvisano sportivi sono in occasione del torneo Antirazzista. Solitamente gli appuntamenti sono il torno di calcio a undici all’Ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano la domenica pomeriggio tra maggio e luglio, il trofeo Davide Musci organizzato alle Bustecche dalla UISP e i mondiali di Casalecchio. Quest’anno probabilmente si aggiungerà anche un torneo a Lipsia (Germania).
Ma com’è organizzato il Mondiale Antirazzista?
Le partite iniziano il giovedì anche se le prime spesso si perdono a tavolino perché per impegni di studio e lavoro non si riesce ad arrivare prima del venerdì. Ci si affronta prima nei gironi e poi a eliminazione diretta. Nel calcetto che è il torneo storico e con maggior numero di iscritti, quest’anno erano 34 da 6 squadre l’uno, dai sedicesimi in poi la sfida si solo ai calci di rigori.
Qual è stato il segreto della vittoria?
Non so sicuramente era il nostro momento magico. Certamente avere una tribù di una ventina di persone che tifa a bordo campo anche con trenta gradi e senza ombra aiuta molto.
204 squadre per una media di 15 giocatori a formazione sono oltre 3000? Come eravate organizzati? Dove dormivate e dove mangiavate?
Campeggio. C’è un’ampia area verde attorno al centro sportivo Salvador Allende che ospita il torneo e lì si montano le tende. Vengono allestiti bagni e docce da campo e ci sono svariati stand in cui è possibile acquistare da mangiare e da bere con la valuta del luogo: dei fogliettini da 50 centesimi, 1 e 2 euro che si cambiano con i soldi alla cassa e si utilizzano per gli acquisti. Il tutto è gestito da un buon gruppo di volontari.
Prima hai parlato di torneo non competitivo: difficile da immaginare considerato che alla fine un vincitore c’è.
In effetti non è sempre semplice. L’idea è che comunque l’importante sia divertirsi e stare assieme prima che scontrarsi. Praticamente gli arbitri non esistono perché la regolamentazione della partita è lasciata ai giocatori. Tanto è vero che la coppa più grande non è stata la nostra ma quella assegnata al gruppo Liberi Nantes per il lavoro con i rifugiati politici che il gruppo porta avanti da svariati anni.
Ultima domanda anche se non meno importante. Qual era l’atmosfera che si respirava?
Mi sono sempre sentito tra amici non solo con la mia squadra ma anche con gli altri con cui si compete, ci si scontra ma alla fine si condividono certi valori dall’antirazzismo alla non violenza. Non so come spiegarmi era un altro mondo oppure un altro modo di guardare il mondo.
si.be.
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Bravi!
Grande Manuel!! Attento alle capocciate…..
a-rma-ta rozza! la-la-la-lallallà! l’Arma-ta ro-zza! la-la-la-lalla-là!!!!