Sonnino: una tesi di laurea sul possibile restauro
6 luglio 2009
Nell’intervista pubblicata l’8 marzo 2009 il Sindaco Fabio Rizzi ventilava l’ipotesi di un possibile abbattimento dell’ ex Copertificio Sonnino per la conversione dell’area ad uso commerciale e residenziale. L’annuncio è stato il pretesto per approfondire la conoscenza della fabbrica dismessa che ha riportato alla luce il catalogo di una mostra realizzata nel 1996 all’interno di questo edificio in occasione del maggio d’arte di quell’anno che verteva sulla memoria storia dell’800-900 besozzese. Durante l’inaugurazione furono presentate le tesi di due neo laureate, Silvia Passoni ed Elisabetta Rossi sulle loro ipotesi restauro dell’ex Copertificio Sonnino. Una di loro, Silvia Passoni, è stata contattata per rispondere a qualche domanda sul suo progetto.
Silvia innanzitutto raccontaci qualcosa di te.
Per quanto riguarda me, sono nata a Milano e dall’età di 6 anni sognavo di diventare architetto. Il giorno dopo la mia tesi sono partita per Bruxelles dove mi aspettava il mio ragazzo che ora è mio marito. Ho lavorato subito con una borsa di studio del Politecnico in un centro per esposizioni. Ho lavorato poi in un grosso studio come responsabile del restauro della galleria Royale di Bruxelles (contemporanea e molto simile a quelle di Milano e Napoli) e poi, visto che la teoria del restauro conservativo (per la quale mi sono sempre battuta) non era d’applicazione in questa città, ho preferito dirigermi verso la ristrutturazione di case. Ho fatto la gavetta in un altro studio e poi ho fatto anche un po’ di grafica e design. Da 5 anni ho il mio studio e continuo a occuparmi di ristrutturazioni di case. Qui il mercato immobiliare è sempre in movimento.
In cosa consisteva la tua tesi di laurea sul Sonnino?
La mia tesi è in realtà una tesi di restauro urbano sulla riscoperta del fiume Bardello e mi sono soffermata sul paese di Besozzo perché il cotonificio Cantoni era la presenza più interessante. Ho realizzato una approfondita ricerca storica d’archivio sull’attività industriale della zona,e poi il rilievo dell’edificio, geometrico prima e materico – conservativo poi. La provincia di Varese l’ho scelta perché andavo in villeggiatura e spesso anche i week-end sul lago Maggiore. L’intervento di conservazione e consolidamento prevedeva un progetto di riuso indispensabile per garantire all’edificio un ruolo attivo e una possibilità di rinascita. La mia proposta era di creare la sede di una scuola professionale specializzata in corsi di formazione al lavoro nel campo tessile con annessa una zona espositiva permanente per valorizzare i reperti di archeologia industriale ai tempi ancora presenti in loco. Nell’ultimo capitolo della tesi spiego le ragioni di questa scelta e la reale possibilità di realizzazione con uno sforzo finanziario da parte della regione e della provincia.
Che caratteristiche deve avere un edificio per poter essere recuperato?
Per me un edificio ha ragione di essere conservato quando rappresenta un’epoca, quando avendo un ruolo importante per la popolazione, costituisce di per sè un patrimonio.
Il Sonnino quindi le ha?
Il Sonnino (o come lo chiamavo io il Cotonificio Cantoni) costituisce un esempio di edificio industriale che ha lavorato a pieno ritmo dalla metà dell’800 fino al 1983.
il Sonnino oltre ad essere un’importante testimonianza del passato storico industriale di Besozzo dal punto di vista architettonico può essere considerato come un’architettura di pregio?
Per quanto riguarda il fatto che si possa considerare un’architettura di pregio, penso che sinceramente solo l’edificio in cemento armato (con nuova sperimentazione di costruzione in cemento armato che risale al 1880) puo’ essere considerato di pregio, e sarebbe giustificato un restauro per il fatto che da più di un secolo fa parte del paesaggio: la sua figura si staglia tra le colline e trova li la sua ragione di essere.
Quale è la tua opinione su un possibile abbattimento dell’Ex copertificio Sonnino?
Se dovesse essere demolito i nostri figli non sapranno mai che in quel punto c’era una fabbrica che dava lavoro a centinaia di persone. Ma forse a molti ciò non interessa.
Frazzy P.


Spero di cuore che qualcuno dell’Amministrazione (Maggioranza) abbia letto, come me, questo articolo e che possa essere stato indotto ad una seria riflessione. A tutti i besozzesi dico: questo edificio rappresenta la storia del nostro paese; qualora, per pura follia, si decidesse di raderlo al suolo, non potremmo stare (come troppo spesso accade a Besozzo) a guardare da una finestra, per poi lamentarci a cose fatte!!!Pertanto se/quando il progetto dovesse essere presentato in Consiglio Comunale (e, quindi, approvato dalla Maggioranza Leghista), OCCORRERA’ UNA MOBILITAZIONE CITTADINA IN DIFESA DEL MONUMENTO in modi/forme da concordare tutti insieme, perchè di Monumento e non soltanto di edificio si dovrebbe parlare nel caso del Sonnino. Forse, è il caso di sentire anche un parere diretto della Sovrintendenza…non credete?Grazie per l’informazione e lo spazio concesso.
Ricky Genovesi, consigliere comunale gruppo “Vivere Besozzo”.
Avevo cercato di dimenticare, ma non ci sono riuscita…
L’intervista da voi pubblicata alla dottoressa Passoni, autrice della bella tesi di laurea sul recupero del Sonnino, ha fatto riaffiorare prepotentemente tanti ricordi.
Anni fa un sentimento nuovo aveva animato un nutrito gruppo di volenterosi, intenti a ridare vita al sonnacchioso orizzonte culturale besozzese, consapevoli che il paese un’anima storica ce l’aveva eccome, bastava risvegliarla e il resto sarebbe venuto da sé.
L’entusiasmo dei cittadini per la riapertura, anche se temporanea (in occasione del Maggio d’Arte 1996), di alcuni locali della fabbrica dismessa del Sonnino aveva poi portato all’acquisto dell’immobile da parte del Comune.
Le idee e i propositi si moltiplicavano, soprattutto si respirava un’aria piena di progettualità e di speranze.
Poi tutto è finito. Nel 1997, insieme alla giunta, sono caduti anche altri progetti che si sarebbero potuti salvare e per i quali il terreno era stato già arato.
Le recenti dichiarazioni del sindaco in merito all’eventuale abbattimento del Sonnino si iscrivono in un quadro generale di noncuranza della memoria e di scarsa considerazione per interessi e valori cari a molti cittadini.
Con la fine del Sonnino, per riprendere le parole della Passoni, finirà per sempre un luogo di memoria, prezioso per chi lo ha conosciuto vivo e pulsante ma ancor più per i giovani ai quali verrà sottratta la possibilità di conoscere un passato importante del proprio paese.
E tutto questo in coerenza con altre opere di smantellamento.
Il rinnovamento della piazza 1° Maggio, realizzato su un progetto manchevole e sfortunato sul piano tecnico ma bello nell’intenzione di recuperare la memoria del fiume sottostante, è stato annientato. Al suo posto possiamo godere di una tristissima “piazza pulita”, cui sono stati sottratti anche gli alberi..
L’apertura dei bei cortili del paese è stata relegata ad uno striminzito fine settimana. Le iniziative culturali sono sporadiche. L’assessore Stocchetti, da voi intervistato nello scorso febbraio a proposito dell’istituzione di una biblioteca comunale, ha dichiarato: “[…]non credo sia un servizio necessario […] Oggi c’è Internet, e attraverso Internet è possibile ottenere tutte le informazioni di cui si ha bisogno.” Mancano le parole per commentare…
Il Foglio Notizie, che dovrebbe essere un foglio di informazione e formazione al servizio dei cittadini, è diventato organo del partito che governa Besozzo.
Il paese è estraneo ad iniziative culturali che impegnano comuni vicini, come giustamente il vostro giornale da settimane denuncia.
E’ vero che per governare occorre anche e soprattutto una buona dose di concretezza, ma non si pensa che, se si desse un po’ più di ossigeno a quanto di bello e di buono nel paese pur esiste, anche l’ordinaria amministrazione potrebbe risentirne positivamente?
per caso parente di Passoni che giocava nel livorno?