Di fronte a uno “scelto” numero di persone si è tenuta venerdì scorso la conferenza organizzata dall’Auser Besozzo Insieme dal tema Desiderio e attesa dell’altro nella poesia d’amore.
La relatrice, professoressa Antonella Novello, ha condotto gli ascoltatori in un percorso nel “regno di Venere” attraverso la lirica di ogni tempo.
La scelta dei testi, poetici nell’accezione canonica del termine e musicali in quanto “la canzone è poesia in musica”, ha tracciato un iter all’interno della complessità del sentimento umano dell’amore.
Partendo dal mito di Narciso, secondo la versione che Ovidio ne dà nelle Metamorfosi, che, indagando le origini dell’amore come viaggio conoscitivo introspettivo e sancendo la consapevolezza che l’uomo non basta a sè, rappresenta un filo rosso nell’analisi degli altri brani considerati, si passa all’aria di Cherubino (scritta da Lorenzo da Ponte e musicata da Mozart ne Le nozze di Figaro), che ritrae un adolescente alle prese con la forza dell’amore. Si prosegue poi con la poesia-racconto di Cesare Pavese Sul fianco di una collina, all’insegna del sogno di un amore lontano e inattingibile.
La rassegna continua con la contradditorietà di un amore concepito come possesso ne Il fanciullo e l’avèrla di Umberto Saba, con il disorientamento di chi ha “poca speranza e gran disire” a causa della lontananza dell’amato in Al partir vostro s’è con voi partita di Gaspara Stampa e con i paradossi della solitudine in La tua assenza, canzone di Sergio Endrigo, per concludersi, infine, con Dall’immagine tesa di Clemente Rebora, che esplora la “tensione di uno spirito vigilante nell’attesa di una presenza salvifica” – secondo le parole della prof.ssa Novello.
Le note di Mozart e di Sergio Endrigo chiudono la serie di declinazioni di come i poeti abbiano saputo e sappiano scandagliare l’animo umano e il suo enigma più profondo, l’amore.
VB