Il sig. Vittorio Binda, abitante di via Binda a Bogno, si fa portavoce da anni di un problema che, nonostante le promesse ricevute, sembra ben lungi dall’essere risolto: le abitazioni di quella zona non sono ancora state collettate al sistema fognario e a sopportarne le conseguenze più immediate sono proprio il sig. Binda e il suo vicino di casa, il sig. Greco. “Quando piove troppo le acque scure strabordano, quando fa caldo la puzza è insopportabile”, lamenta il sig. Binda.
In una cartelletta il sig. Binda tiene tutto il materiale raccolto in anni di tenace battaglia: già in un documento del 1996, firmato dal difensore civico, viene riconosciuta su sua sollecitazione l’”inadeguatezza dell’impianto pubblico fognario“. L’ultima promessa, a settembre del 2008: “il sindaco Rizzi mi ha dato la sua parola che entro marzo del 2009 sarebbe stato attuato un intervento per risolvere la situazione. Adesso siamo quasi a maggio e non ho ancora visto niente”.
A dire il vero, nel 2002 vennero eseguiti dei lavori, ma si trattò di un intervento tampone che invece di risolvere il problema, a detta del sig. Binda, lo aggravò. Fu costruito un deposito di tracimazione per raccogliere le acque scure (v. disegno del sig. Binda). Ma da questo deposito passa anche l’acqua piovana: basta che le precipitazioni siano più abbondanti del solito e il deposito si riempie, cosicché le acque scure insieme a quelle chiare scaricano a cielo aperto, proprio nel bosco dietro la casa del sig. Binda. E anche in mancanza di pioggia, nei mesi estivi, il caldo rende l’aria irrespirabile.
Se venissero attuati i lavori di manutenzione, ovvero se venisse svuotato più spesso il deposito, il disagio diminuirebbe. Ma non sarebbe comunque abbastanza: “la fogna è sovraccarica a causa dell’allacciamento di tutte le nuove case costruite a Bogno in questi anni”. Ci vorrebbe quindi un intervento definitivo di collettazione: nell’ultimo consiglio comunale il vicesindaco Brunella, assessore ai lavori pubblici, ha reso noto che l’Amministrazione Comunale sta provvedendo a completare il sistema fognario, ma che “mancano ancora molti anni per avere una collettazione completa”. I costi di un’operazione del genere sono alti e le risorse nei bilanci comunali sempre più scarse: “dalla Regione i soldi non arrivano, forse in futuro una mano arriverà dall’ATO”.
VF
domanda: ma se già sapevano di questi problemi – e lo sapevano perché è il loro lavoro- perché hanno continuato a costruire quelle schifezze, distruggendo la collina?
questa politica di salvaguardia del territorio suona un po’ come un “armiamoci e partite”
Ma… più che conoscere i problemi qui si tratta di totale mancanza di supervisione progettazione dei lavori pubblici da parte dell’ufficio tecnico…. l’idea di base su cui si basa il sistema di per se non è assurda… ma assurdo è il modo in cui sono state convogliate due diverse acque in un unico misero pozzo….