La manifestazione besozzese per la commemorazione del 25 aprile è iniziata nel migliore dei modi, in un clima festoso e con un’inaspettata presenza di giovani, alcuni giunti davanti al palazzo comunale addirittura organizzando una biciclettata “resistente”. Prima della partenza del corteo, alcuni giovani hanno distribuito un volantino per protestare contro l’affermazione del Sindaco Rizzi, pronunciata nell’ultimo consiglio comunale, sul valore della Resistenza (Rizzi:“Noi pensiamo che le pagine della Resistenza siano da dimenticare perché rappresentano le fasi drammatiche di una guerra civile tra italiani”) e hanno voluto dar voce alle loro idee: “Resistenza è lotta contro chi rinchiude in gabbia chi è colpevole solo di avere un documento scaduto, contro chi vuol farci credere che un lavoro non è un diritto ma un favore concesso, contro chi mercifica salute e istruzione come cose su cui si possa contrattare, contro chi sdogana l’odio razziale ed è di fatto responsabile degli episodi di violenza che sempre più spesso avvengono, contro chi vorrebbe costruire tanti muri per chiuderci al sicuro, ma così al sicuro che alla fine saremo soli”.
Verso le 10 e 30, circa centocinquanta persone sono partite dal palazzo comunale in direzione del Faro, dove Rizzi ha iniziato il suo intervento denunciando l’intenzione polemica delle proteste sollevatesi dopo la sua dichiarazione in consiglio comunale sulla Resistenza. Ha voluto precisare che “non bisogna dimenticare la Resistenza, ma bisogna dare il giusto valore alle cose”, affermando inoltre che “la storia viene scritta dai vincitori e purtroppo ci viene trasmessa solo una verità”. Dopo queste sue affermazioni il Sindaco è stato duramente contestato da un gruppo di manifestanti. Rizzi, visibilmente nervoso e infastidito dalla contestazione, ha concluso velocemente il suo intervento dicendo “non si può ridurre il corteo a una cosa goliardica, nessuno ha il diritto di appropriarsi di una manifestazione. L’anno prossimo non ci sarà né il corteo né la banda, ma solo la deposizione delle corone commemorative al cimitero”.
Nel frattempo, nel cimitero di Besozzo, davanti alla tomba dei tre partigiani besozzesi caduti nella Resistenza (Renato Bertolotti, Domenico Zangrilli e Mario Monfrini) venivano posati tre garofani rossi dai sostenitori del Partito Democratico. Un gruppo di circa quindici persone si è raccolto di fronte alla lapide che cita le parole di Matteotti: “Voi uccidete me – ma l’idea che è in me – non l’ucciderete mai“.
Il portavoce del circolo democratico di Besozzo-Sangiano, Riccardo Genovesi, ha ricordato le parole del presidente della Repubblica G. Napolitano: “la pietà umana ci porta ad avere commiserazione per chiunque abbia perso la vita durante quella guerra; ma bisogna riconoscere che da una parte c’era chi lottava per la libertà, dall’altra chi lottava per la tirannia”. Genovesi accenna anche allo scontro con l’Amministrazione Comunale sui temi della memoria storica: “Sarà una grave perdita quando tutti i testimoni di quel periodo ci avranno lasciati: dobbiamo mantenere vivo il ricordo di quei fatti per far sì che i partigiani non siano morti per nulla. Purtroppo il sindaco Rizzi non ha approvato la nostra proposta di un laboratorio della memoria storica rivolto alle giovani generazioni e ha usato parole inammissibili, contrarie ai valori della Resistenza: per questo motivo abbiamo deciso di disertare il suo discorso al Faro”.
Tra gli altri era presente il sig. Guido Monfrini, parente del partigiano Mario. Ci racconta il ruolo avuto da quest’uomo nella guerra di Liberazione: “Mario era cugino di mio padre. Aveva un bar a Sant’Andrea dove di notte nascondeva i partigiani che durante il giorno combattevano a San Martino. Quando venne catturato si trovava lui stesso su quelle montagne; fu deportato a Mauthausen e non tornò mai più”.
FB e VF – foto D.S
Grande Rizzi !!!!
Ero presente venerdìalle 18 quando il locale Circolo del PD ha posto una corona di garofani rossi sotto la lapide posta in Municipio per ricordare i tre martiti besozzesi Bertolotti, Monfrini e Zangrili. Contavo di esserci anche alla manifestazione del 25 Aprile, purtroppo le mie condizioni di salute sono molto bellerine e così ho dovuto rinunciare. Una cosa mi ha stupito nel vedere le Vs. foto! Ma che ci fa il sig. Rizzi, sindaco di Besozzo, con la fascia tricolore adosso? Quel tricolore per il quale il suo Duce Umberto Bossi detto anche Donato è stato condannato per averlo così pesantemente offeso. Viva la Repubblica, Viva la Resistenza.
La storia viene scritta dai vinti? (cito le parole del sindaco) Pensavo che di solito accadesse il contrario. Però è un bel lapsus…
Gran belle foto!
Bravo Rizzi!!!
Ai bambini niente trombette ne’ passeggiate!
Gli uomini liberati si godono lo stesso la liberta’
salve, sono un elettore della Lega Nord da sempre,il sindaco Rizzi è giovane e non sà che la resitenza ha molto a che fare con la Lega. Noi siamo antifascisti,contro quel fascismo autoritario e centralista romano che era contro le minoranze(vedi i tirolesi),la Lega delle origini era “..erede dei partigiani..”(lo disse BOSSI!), io penso che noi che spesso noi vecchi leghisti compreso il nostro capo abbiamo un idea di lega diversa dai giovani, una lega che non ha niente a che vedere col fascismo o col razzismo, solo un partito che vuole salvaguardare origini e tradizioni del suo popolo,il vento degli anni ottanta da molto non soffia più su di noi, forzatamente e tappandoci il naso doppiamo allearci con Pdl vari che niente hanno a che fare con noi, sindaco però si ricordi che noi siamo la Lega Nord non AN o quant’altro…siamo un partito di sognatori che ha pescato la sua base di elettori da gente che votava pci o psi…noi non siamo di destra siamo del Nord e basta ,quindi sindaco non si comporti come un podestà fascista e sia un sindaco della Lega Nord!
saluti
Cara Angela, ho corretto la frase di Rizzi… in effetti aveva detto “la storia viene scritta dai vincitori”. Francesco
Ho assistito, come ogni anno, alla cerimonia del 25 aprile e ho vissuto con molto imbarazzo sia le infelici e disarmanti parole del sindaco sia la bordata di fischi e di proteste. Mi era sembrato che a livello nazionale ci fosse la volontà da parte di tutti di accogliere l’appello del Presidente Napolitano per un 25 aprile unitario come segnale del superamento di sessant’anni di incomprensioni. Forse qualcuno crede che la storia possa essere riscritta a Besozzo.
Saluti
La Resistenza è l’atto di nascita della Repubblica democratica fondata sul lavoro. Che si chiama così perchè l’hanno fatta i Partigiani e gli operai, uomini e donne uniti nel riscatto dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione del suo alleato nazista. Ma è anche la resa dei conti col vecchio stato liberale, x affermare una democrazia di tipo nuovo, dove l’ugualianza è la condizione della libertà. Nulla a che vedere con il revisionismo post-fascista e col populismo berlusconiano ed il razzismo leghista.
Questo è stata le Resistenza e non solo una dolorosa guerra civile; per tutto questo non va dimenticata ed è stato giusto ricordarlo in modo democratico e gioioso a coloro che ritengono quei valori superati. I Partigiani sono morti anche per permettere a queste persone di parlare senza sapere cosa dicono (o forse lo sanno troppo bene).
è una moda ideata dal cavaliere sparare cavolate ! e loro tutti obbedienti senza sapere cosa dicono.mi ricordo qualche anno fa qualche esponente della lega che imbrattava muri con frasi ingiuriose contro il cavaliere,però stavano dall’altra parte,mentre ora sono amici di merende!vergogna!
E’ difficile trovare parole adatte al “discorso” del Sen. Rizzi… Io credo che abbia trovato l’ennesimo pretesto per non lavorare, come sta facendo costantemente in qualità di sindaco. Si dimentica, tra l’altro, che lui è un Senatore della Repubblica e che se si trova in quel ruolo è perché qualcuno è morto per ottenerLa. Non ci sono parole… ed è ovvio che l’inventore delle nuove leggi razziali sia anche il primo a voler evitare di attaccare il fascismo e la xenofobia che lo alimentava…
in questo modo si è tolto ben due “pesi” di dosso: il primo è quello di dover mantenere i propri impegni istituzionali (ma si sa che è un opportunista, è chiaro e palese, altrimenti avrebbe lasciato l’incarico di sindaco per dedicarsi pienamente a quello di Senatore); il secondo è il peso di dover definire il fascismo e le sue idee di fondo per quello che sono, cioè il male e la vergogna dell’Italia.
Viva l’antifascismo.
RIZZI METTITI IN TESTA CHE FASCISMO E LEGANORD NON C’ENTRANO NULLA L’UNO CON L’ALTRO!!!!SONO AI POLI OPPOSTI, SE NON TI PIACE LA LEGA SEI LIBERO DI ANDARTENE IN QUALSIASI ALTRO PARTITO MA FIN QUANDO SARAI UN LEGHISTA COMPORTATI COME TALE!
Dipendesse da me proibirei gli striscioni in queste occasioni: più corone commemorative e più bandiere! (così almeno ci presenteremmo tutti uguali davanti ai morti) e dipendesse sempre da me vincolerei i sindaci a limitare i propri discorsi a “propongo un minuto di silenzio”: si eviterebbero i casini e sono sicuro che i caduti apprezzerebbero di più un silenzio rivolto interamente a loro che un gran casino che spara in tutte le direzioni. E per quanto riguarda la storia del muro e del rimanere soli.. se sn in giro con i miei amici qualcuno mi faccia il favore di costruirci un muro attorno e lasciarci dentro soli, perchè ultimamente c’è troppa compagnia di extracomunitari che voglion attacar briga indistintamente..(e anche questa è UN ALTRA STORIA…ma visto che qui tutti mischiano insieme cose che nn centrano nulla, a questo punto tanto vale…)
Penso che un Sindaco debba avere ben chiaro qual è il suo ruolo. In una cerimonia ufficiale rappresenta l’intera cittadinanza e non solo i suoi elettori, pertanto i discorsi e l’atteggiamento devono essere coerenti con la carica che riveste. E’ un fondamento basilare della vita democratica e della convivenza civile.
M.A.