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20 aprile 2012

La rivoluzione verde all’Auser

Circa venticinque persone costituiscono il pubblico di più e meno esperti che assistono alla conferenza Auser tenutasi venerdì 17 aprile 2009 presso l’atrio d’ingresso della Scuola Pascoli di Besozzo. Relatore, Massimo Crugnola, agricoltore biologico presso l’Azienda Broggini Luisa di Calcinate del Pesce.

Dalla rivoluzione verde alle tecniche di coltivazione delle solanacee, dalla critica all’agricoltura occidentale, ai metodi per sconfiggere le infestazioni da ragnetto rosso senza l’utilizzo di disinfestanti, la serata tocca i più svariati argomenti legati al mondo del biologico.

Massimo Crugnola, agricolotre “bio”, racconta la sua storia, iniziata negli anni ’80 con la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno secondo pratiche tradizionali, rifiutando qualsiasi prodotto chimico, utilizzando materiale organico per concimare, applicando la rotazione delle colture, creando quelle condizioni che permettano alle piante di creare da sole le proprie autodifese, evitando ogni tipo di esasperazione.

Quella che Crugnola descrive è una rivoluzione paradigmatica. Praticare l’agricoltura biologica significa combattere le logiche di mercato che sottostanno alla produzione industriale. Produzione quest’ultima che ha portato al successivo impoverimento dei suoli, alla parcellizzazione delle produzioni, alle eccedenze di scorte. I contadini attraverso l’agricoltura moderna (o altrimenti detta scientifica, o occidentale), hanno perso la loro autonomia di gestione del ciclo di produzione. I semi andavano comprati, perché più produttivi. E innaffiati con fertilizzanti chimici, per velocizzare il processo naturale di crescita. Ciò avuto ha conseguenze devastanti per l’ambiente e per le persone, soprattutto per i contadini dei paesi del Sud del Mondo, per i quali la rottura di quei legami essenziali tra silvicoltura, allevamento e agricoltura stessa ha comportato un aumento della loro dipendenza forzata dai paesi occidentali e del loro livello di povertà.

L’agricoltura biologica descritta da Crugnola rifiuta questo processo, muovendo da semplici considerazioni pratiche, tramandate da generazioni di contadini, ma perdute in nome del simulacro del progresso economico: il rispetto del suolo, l’utilizzo di predatori (come le coccinelle ad esempio) per combattere i parassiti, l’impiego sapiente dell’irrigazione e dei macchinari, il piantare varietà adatte.

Certo si tratta di un percorso tortuoso, lento e ancora non del tutto battuto, ma, a quanto pare, in crescita costante. I benefici dell’agricoltura biologica sono riconosciuti anche a livello di Comunità Europea. Aumentano le aziende agricole biologiche, nascono associazioni, si organizzano procedure di certificazione.

L’agricoltura biologica si inserisce in un discorso più ampio di consumo critico e stili di vita eco-sostenibili. Il problema dei costi può essere aggirato. Una soluzione ad esempio sono i gruppi di acquisto solidale. Si compra bene, ma in tanti, ammortizzando così le spese.



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paolo grassi





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