Articolo letto 44 volte

Archivio

7 aprile 2009

Riparliamo dell’ex-copertificio Sonnino

Sonnino_Besozzo1.jpgIn una recente intervista al Michelino il sindaco Rizzi ha espresso alcuni pensieri sul destino dell’ex-copertificio Sonnino che appartiene per l’80% al comune di Besozzo e che da diversi anni giace abbandonato; allora presa da un ricordo lontano di me bambina tra i saloni giganteschi di quell’edificio in occasione del maggio d’Arte 1996, ho riesumato tra la polvere della soffitta alcuni cataloghi, articoli e foto raccolte da mio padre riguardo a quell’iniziativa.

Nel 1996 infatti venne organizzato come ormai di consueto il maggio d’Arte con tema “la memoria del Novecento”; l’obiettivo dell’iniziativa era, citando l’articolo di prima pagina del Foglio notizie del comune di Besozzo del mese di aprile 1996, ” di rilanciare il paese (…) e di risvegliare nei cittadini l’nteresse per il proprio territorio e la fierezza per il proprio passato.” Deliberatamente quindi l’amministrazione comunale decise di ambientare una mostra fotografica proprio nell’ex-copertificio Sonnino, “sito caro ai meno giovani perchè memoria di un importante passato operoso, destinato a restare sconosciuto ai più giovani in quanto da tempo inattivo”. All’ingresso del Sonnino era possibile avere un piccolo riassunto della storia di questo complesso reso possibile dalla collaborazione del Signor Alfredo Sonnino che qui riporto:

Questo edificio che nei vari materiali informativi abbiamo sempre denominato “Ex-copertificio Sonnino” ha in realtà una storia complessa, con usi diversi, spesso piegati alla contingenza di eventi storici anche drammatici. Queste brevi note non hanno alcuna pretesa di precisione storica e sono state raccolte grazie alla cortese collaborazione del Signor Alfredo Sonnino che sul filo della memoria ci ha riferito intensi ricordi personali ma anche testimonianze da lui stesso raccolte riferite ad un passato più remoto.

Il primo nucleo costruttivo, una non meglio precisata officina sembra risalire alla fine del 700, primi anni 800! Si tratta della “Machineta”, termine dialettale con il quale i nostri nonni e bisnonni indicavano quella che probabilmente fu una delle prime fabbriche in Besozzo. Nella metà dell’800 gli industriali Cantoni impiantarono un cotonificio o meglio una torcitura. I materiali qui trattati venivano poi trasportati su carri trainati da cavalli a Castellanza per la filatura. Per capire l’importanza dell’insediamento basta riferire che nel complesso lavoravano circa 400 donne provenienti in gran parte dalla Bergamasca e qui dormivano alloggiate nei tre piani della “machineta”. Nei primi anni del ‘900 vennero costruiti i saloni grandi (quello della mostra II luogo e la memoria ed il sottostante) impiegando il cemento armato.

Con gli anni quaranta iniziano rapidi mutamenti cosi delineabili : nel 1942 la famiglia Sonnino, già operante in Milano da molti anni nella produzione di coperte di lana, acquista tutto il complesso industriale.

Essendo in corso il II conflitto mondiale lo stabile era comunque già stato requisito e destinato a Caserma dei Bersaglieri. Da questa caserma centinaia di bersaglieri furono inviati in Russia ed in Africa.

Nel ‘44 una parte dello stabile viene occupato dalle Officine Reggiane di Reggio E. per lo stampaggio di parti di Carri armati. A questo proposito riferiamo una storia nella storia: costruendo parti di carri armati la fabbrica venne identificata dai servizi di spionaggio Britannici come insediamento bellico e quindi inserita fra gli obiettivi da bombardare. Gli Inglesi prepararono un piano di volo per i bombardieri che una volta identificato il lago di Varese avrebbero dovuto seguire il corso del fiume Bardello fino alla prima grande ciminiera, ove avrebbero sganciato il loro carico distruttivo. Il controspionaggio venne a conoscenza dei piani inglesi ed in una sola notte venne abbattuta la ciminiera alta 6O metri, togliendo così il sicuro riferimento per gli aerei avversari.

I proprietari, la famiglia Sonnino, tornarono in possesso dello stabilimento alla fine del conflitto ed impiegarono fino al ‘48 per ristrutturare gli edifici.

(Il 13/08/43 durante il drammatico bombardamento di Milano, lo stabilimento di Milano andò distrutto; da allora Milano fu solo la sede legale della ditta Sonnino, mentre tutte le attività produttive si concentrarono in Besozzo). Dal ‘48 al ‘53 circa 40 operai lavorarono nello stabilimento ove si eseguiva solamente il finissaggio delle coperte. Dal ‘54 venne invece impiantato il ciclo completo di produzione delle coperte dall’arrivo della lana in balle alla confezione della coperta per la vendita. La lana, proveniente in gran parte dalla Nuova Zelanda veniva trattata in decine di operazioni quali la cardatura, la filatura, la tintura, la tessitura, il lavaggio, la garzatura. Macchinari di grande automazione quali cardatori, filatoi continui tipo Ring, spoliere automatiche, garzatrici a cilindri, metalliche, vegetali, occupavano i vasti saloni e venivano controllati dal personale che in quegli anni si aggirava sulle 25 unità.

Per la crisi dell’industria tessile in genere e della coperta di lana in particolare (avvento dei piumoni ecc. ) nel 1983 fu sospesa la produzione ed i nove anni successivi vennero impiegati a svuotare i magazzini ed a cedere i macchinari (Il Ring, filatoio continuo, opera ora in Algeria, due garzatrici a cilindri in India, ecc. ).

Fra gli impianti restati in sito ci piace sottolineare l’esistenza di una turbina idraulica, probabilmente riattivabile, che con la forza del fiume agli inizi del secolo produceva energia meccanica per i macchinari e in anni più recenti, collegata ad un alternatore, produceva energia elettrica per il copertrificio.

Il maggio d’Arte del 1996 non fu solo un’occasione per “ridare” l’ex-copertifico Sonnino ai besozzesi ma fu luogo anche di dibattito per un possibile recupero dell’intero corpo edilizio, con la presenza di esperti del campo quali Edoardo Brichetti, storico dell’archeologia industriale, docente presso il Politecnico di Milano, facoltà di Architettura e Duccio Bigazzi, ordinario di storia dell’industria presso l’Università Statale di Milano. Inoltre furono presentate le tesi in architettura di Silvia Passoni ed Elisabetta Rossi su ipotesi di restauro dell’ex-copertificio.

Frazzy P.

Articoli correlati:

  1. Il futuro del Sonnino "Il Sonnino è e non è" dice il Sindaco Fabio Rizzi intervistato riguardo una delle grandi opere in paese. Si...
  2. Progetti e considerazioni del neo Assessore Stocchetti A seguito degli impegni a livello nazionale del Sindaco - Senatore Fabio Rizzi e, a livello provinciale, del vicesindaco...


About the Author

Frazzy





2 Comments


  1. Ricky Genovesi

    Ottimo articolo: chiaro, scorrevole, ben scritto e con ottima documentazione storica citata. Mi auguro di cuore che il sindaco Rizzi (grande fautore e sostenitore della “SMEMORIA STORICA”) lo abbia voluto/potuto leggere, così da avere una base di partenza/conoscenza per eventuali “uscite” (speriamo più felici della precedente) inerenti l’ex complesso industriale Sonnino: SENZA MEMORIA STORICA NON C’E’ SPERANZA PER UN FUTURO MIGLIORE E SERENO.
    Un grazie alla redazione e all’autrice per l’articolo.
    Riccardo Genovesi, Portavoce Circolo PD Besozzo e Sangiano


  2. Angelo

    Sapevate che esisteva un lanificio Sonnino anche a Roma? Sul sito http://www.romaeuropa.net/it/fondazione/fondazione-sub/l%E2%80%99opificio-la-sua-storia-il-lanificio-sonnino.html potrete trovare come l’edificio, in cemento armato e molto somigliante a quello esistente a Besozzo, è stato recuperato dall’abbandono.
    Forse contattando chi si è occupato del recupero e della riconversione potrebbero uscire buone idee anche per i nostri Amministratori.



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Per mantenere un livello civile della conversazione, i moderatori si riservano il diritto di eliminare tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati.