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12 febbraio 2012

Fondo di solidarietà: impossibile l’accordo tra giunta e opposizione

MunicipioBesozzo__.jpgIl consiglio di comunale di lunedì 23 marzo, come prevedibile, è stato molto lungo e intenso. All’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2009: un momento molto importante, nel quale giunta e opposizione si confrontano sulle scelte concrete di intervento nel tessuto sociale, economico e culturale del paese per l’anno a venire.

La presentazione del bilancio da parte del rag. Paglia è stata seguita dalle quattro relazioni programmatiche degli assessori Bordiga (Servizi Sociali), Barra (Cultura), Rossotti (Urbanistica) e Stocchetti (Servizi a Domanda Individuale).

A far accendere più calorosamente gli animi di sindaco, assessori e consiglieri, l’osservazione giunta unanimemente dai consiglieri di minoranza (tanto Mattioni, rappresentante del gruppo di centrodestra, quanto i tre consiglieri di Vivere Besozzo, escluso il capogruppo Angelo Binda assente per motivi di lavoro): nel bilancio di previsione manca una voce ritenuta molto importante, lo stanziamento di fondi per aiutare le famiglie colpite dall’attuale crisi economica.

Il primo a intervenire è il cons. Coghetto (VB): «Noi sfidiamo il vostro bilancio chiedendo di stanziare 100 mila € per aiutare chi è in difficoltà sostenendone le spese per le rette scolastiche, l’affitto, gli abbonamenti ai trasporti e l’acquisto di beni di prima necessità. Proponiamo di creare questo fondo di solidarietà con i soldi destinati alle indennità di sindaco, assessori e consiglieri (in tutto 47 mila €) con l’aggiunta di altri 53 mila € sottratti ad altre voci di bilancio. Dobbiamo iniziare a parlare insieme di questa crisi che non ha colore politico, e che colpirà duramente il tessuto sociale e produttivo». Segue Mattioni: «Anche noi ci saremmo attesi maggior attenzione alla crisi: chiediamo la rinuncia dell’indennità per lo meno al sindaco, che essendo senatore percepisce già l’indennità parlamentare. Mi auguro inoltre per il futuro l’istituzione di una commissione di bilancio, per cercare di raggiungere scelte condivise prima dell’approvazione in sede di consiglio comunale».

Indignata la risposta di Rossotti: «La vostra proposta è pura propaganda: forse non sapete che noi membri della giunta avremmo diritto a un’indennità doppia rispetto a quella che percepiamo, ma che finora l’abbiamo sempre rifiutata. Senza propagandarlo». Anche Brunella ricorda che «nel 1996 il sindaco percepiva l’indennità massima allora consentita; dal 1997, anno in cui siamo subentrati noi, non è più così». «E per fortuna che siamo subentrati alla sciagurata giunta che ci precedeva – aggiunge Rizzi – : in questi dieci anni non ci siamo mai avvalsi della facoltà di raddoppiare la nostra indennità nonostante il fatto che, essendo tutti liberi professionisti o pensionati e quindi senza copertura per le ore dedicate al Comune, ne avremmo diritto. Per quanto riguarda questa famosa crisi, ammesso e non concesso che essa esista: la Regione e lo Stato hanno già stanziato abbondanti fondi per fronteggiare la situazione, togliendoli proprio ai comuni. Non possiamo penalizzarci ulteriormente. Per quanto riguarda la commissione di bilancio richiesta da Mattioni, la trovo una perdita di tempo: non si farebbe che discutere a più riprese del bilancio invece che in una sola occasione. Se ne potrà comunque tenere conto per il futuro».

In un accalorato intervento finale, Coghetto si dice «molto preoccupato per l’insensibilità dimostrata nel decidere di non affrontare il problema della crisi. Non vi abbiamo mai accusato di percepire indennità troppo alte; quello che chiediamo è di fare tutti insieme un sacrificio per chi davvero si trova in difficoltà, qui, a Besozzo. Senza aspettare i soldi da Roma. Affermare, come riferito alla stampa, che il ‘modello Besozzo’ non sia toccato dalla crisi è semplicemente assurdo».

VF



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