Il teatro è gremito, sabato 13 dicembre 2008, in occasione dell’esibizione di Nanni Svampa che ha registrato il tutto esaurito a Besozzo. Sorridente l’Assessore Prada, evidentemente soddisfatto per il successo della serata. Le luci si spengono alle 21:15 quando il Sindaco Fabio Rizzi entra in sala e il chitarrista con una serie d’arpeggi introduce il cantautore milanese.
Sul palco ci sono una sedia, un paio di microfoni, un leggio e un tavolino: una scena povera che i due artisti riempiono bene. L’abilità di Svampa nella gestualità e nella mimica conquista subito l’attenzione del pubblico con cui interagisce e scherza.
Le canzoni vengono intervallate da racconti sulla vita e sulla produzione di Brassens, presentato non solo come cantautore ma anche come poeta. Diversi i temi ricorrenti: la morte, il tempo che passa e il sesso che non manca quasi mai. All’argomento è dedicata una spassosissima canzone come “Il fantasma”.
Svampa parla anche dei problemi di traduzione. Le sue trasposizioni in dialetto sono molto personali: la canzone non viene sconvolta ma riadattata ad ambienti familiari come i quartieri della periferia di Milano. I personaggi sono quelli con cui entra in contatto tutti i giorni: “Brave Margot” diventa così “ La Rita de l’Ortica”.
Altro aspetto saliente della poesia di Brassens è il rapporto con le donne. In alcune canzoni trapela l’animo più dolce in altre invece ci presenta il suo lato più misogino.
Prima della pausa Svampa propone due brani che già De Andrè aveva inserito nel suo repertorio “El sposalizzi” (Marcia nuziale) e “El gorilla” (Il gorilla). Quest’ultimo, un grande classico e sempre richiesto dal pubblico nei suoi concerti, mostra l’aspetto più anarchico di Brassens già latente in molte altre canzoni in cui la sua attenzione si riversa sugli emarginati della società.
Svampa da buon cabarettista cerca l’interazione con il pubblico che non gli da’ molto soddisfazione. I cori che si alzano sono flebili e pochi sono quelli che cantano. Si inizia a ridere a denti stretti, quando si tira in ballo l’attualità di alcuni testi del Francese. Forse molti tra il pubblico si riconoscono nell’invettiva di Svampa contro il mondo della televisione della finta pietà, dei reality e di chi lo alimenta. Svampa lo definisce “un merdaio” e ironizza sul “Grande Fratello e la Troia Sorella” ma pochi lo seguono.
Si va verso la conclusione con testi che trattano temi come la satira sulla fede ed il sesso. Le facce non molto assecondanti fanno intuire che forse non è ancora avvenuto “lo sdoganamente del sesso dal gioco di 2000 anni di morale cristiana” come afferma lui dal palco.
Si conclude lo spettacolo con una canzone “sulla prima ragazza con cui si è fatto l’amore che non si scorda mai: la Prima Tosa”. Scherza con il pubblico sul fatto che se rimanesse ancora troverebbe la pizzeria chiusa. Un lungo applauso saluta la sua uscita di scena e il momento della consegna da parte del Sindaco di una targa che ricorda il suo passaggio da Besozzo.
All’uscita i commenti sono soddisfatti ma anche un po’ imbarazzati per alcune uscite colorite. Qualcuno cerca di giustificarlo dicendo “Nanni Svampa è Nanni Svampa”.
L.F.