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23 novembre 2008

Il decreto Gelmini visto dalla Lega. Rizzi: “Questo è solo un piccolo assaggio, la vera rivoluzione deve ancora arrivare”

Immagine_003.jpgLa conferenza tenutasi venerdì 21 novembre 2008 al Teatro Duse di Besozzo ha visto la partecipazione di un’ottantina di persone. La serata è stata moderata da Stefano Candiani, commissario provinciale della Lega Nord, che ha posto domande al senatore (nonché Sindaco di Besozzo) Fabio Rizzi e alla senatrice Irene Aderenti, membro della commissione istruzione del Senato ed ideatrice delle cosiddette “classi ponte”. L’argomento in questione ha appassionato molto la platea del teatro besozzese, difatti durante la serata non sono mancati momenti di tensione tra il senatore Rizzi e alcuni partecipanti.

Il primo momento di scontro c’è stato quando Candiani ha rivolto la seguente domanda al senatore Rizzi, “perché in una scuola di Cardano al Campo il provveditorato si è messo d’accordo con il governo del Marocco per avviare un corso di lingua araba e noi che difendiamo le nostre radici veniamo considerati rozzi?”. Rizzi ha difeso la proposta della Lega sulle “classi ponte” e denunciato il tentativo di “colonizzazione del nostro territorio da parte degli stranieri” aggiungendo che, “nelle mense varesine hanno ottenuto che venga tolta la carne di maiale e che nelle scuole i crocifissi siano banditi!”. Un gruppetto del pubblico ha fischiato questo intervento. C’è stato un altro episodio in cui ci sono state delle contestazioni, cioè quando il senatore Rizzi si è scagliato contro il settimanale Famiglia Cristiana (che aveva definito le “classi ponte” delle “classi ghetto”, bollando come razzista questa proposta della Lega) dicendo che “Famiglia Cristiana non rappresenta la voce della chiesa, essendo troppo legata a questioni terrene”.

Passando alla cronaca degli interventi della serata, gli “onori di casa” sono stati fatti dal senatore Fabio Rizzi, che ha introdotto l’argomento dicendo “la sciura Maria non capisce come funzione la riforma, ma noi glielo faremo capire grazie all’aiuto della senatrice Aderenti”. La senatrice, prima di entrare nel merito del decreto Gelmini, ha tenuto a precisare che “il decreto Gelmini non è una riforma perché si fonda sulle riforme della scuola di Berlinguer e della Moratti, quindi è solo una messa in atto di quanto era già stato stabilito da queste due riforme”.
Immagine_005.jpgCome primo punto la senatrice ha affrontato la spinosa questione del maestro unico affermando che “con tre maestre su due classi l’unitarietà dell’apprendimento non è stata raggiunta, perché ogni maestra ha un suo metodo e questo fatto molto spesso ha rappresentato fonte di problemi molto gravi”. Inoltre “l’introduzione delle tre maestre è stato solo un assumificio”. Invece “con il maestro prevalente, lo stato può risparmiare e gli alunni possono essere seguiti meglio ed hanno un punto di riferimento molto importante”.

Una signora presente tra il pubblico è intervenuta chiedendo spiegazioni riguardo all’affermazione del Ministro Bossi che in un’intervista aveva dichiarato che “il maestro unico rovina i bambini”. La senatrice ha rivendicato la maggiore utilità pedagogica del maestro prevalente rispetto al team con tre maestre.

Per quanto riguarda il tempo pieno la senatrice ha precisato che “non viene tolto, perché l’orario può essere ampliato su richiesta degli insegnanti”. La senatrice ha poi parlato dell’introduzione dello studio obbligatorio dell’educazione civica e degli statuti regionali nelle scuole medie perché “non bisogna conoscere solo la costituzione”. Si è dichiarata molto contenta della possibilità di bocciare gli alunni con un voto in condotta insufficiente perché “il comportamento è un fattore importante”, e ha lanciato un monito anche ai genitori “le famiglie devono essere educatrici e rispettare per primi gli insegnanti, cosa che spesso viene dimenticata”.

Un altro articolo della riforma di cui la senatrice va molto orgogliosa è il blocco del rinnovo delle edizioni dei libri scolastici per cinque anni che “consente un notevole risparmio per le famiglie italiane” al contrario di quello che ha fatto la sinistra “difendendo gli interessi delle lobby delle case editrici”.
La senatrice ha poi fatto un analisi della situazione della scuola italiana dicendo “il 97% delle spese è destinato agli stipendi e solo il 3% alla manutenzione degli edifici, ai progetti e al materiale scolastico: questo non va bene”, ed ha poi specificato che, “non ci saranno licenziamenti, ma semplicemente non verranno assunti i maestri che il governo Prodi aveva intenzione di assumere nei prossimi anni (circa centomila persone)”.

Ha poi fatto un excursus parlando dell’organizzazione delle scuole in altri paesi europei, sottolineando “l’importanza dell’autonomia che le regioni e i comuni dovrebbero avere in materia di assunzioni del personale scolastico”, e inoltre bisognerebbe “regionalizzare le graduatorie (per bloccare l’emigrazione di professori dal sud), stabilire i salari a livello regionale e valutare gli insegnanti”.
Parlando delle “classi ponte” ha tenuto a precisare che “questo provvedimento interesserà solo i bambini che arriveranno in Italia durante l’anno scolastico e comunque durante le ore di informatica, religione, musica e inglese si riuniranno alla loro classe”. Inoltre “i bambini stranieri rimanendo in classe con gli altri imparano subito il linguaggio della socialità, ma non quello dello studio”.

Una maestra presente tra il pubblico è intervenuta su questo argomento dicendo “quando ero piccola frequentai la scuola elementare a Milano dove c’erano classi differenziate per i meridionali, mi ricordo come venivano trattati e presi in giro quei poveri studenti, non vorrei che i bambini delle classi ponte venissero discriminati nello stesso modo. Secondo me il rapporto che si instaura tra i bambini stranieri e quelli italiani è fondamentale”.
La serata si è conclusa con un’ultima dichiarazione di Rizzi riguardo ai motivi che avrebbero spinto così tanti studenti a scendere in piazza “non sanno niente del decreto, sono solo dei fancazzisti mandati in piazza da due baroni dell’università”.

NDR maggiori informazioni sul decreto 137 si trovano sul sito della Camera dei Deputati: http://www.parlamento.it/leggi/decreti/08137d.htm
F.B. Foto L.B.

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Francesco





3 Comments


  1. gloria bravo

    Chi non la pensa come il governo diventa automaticamente fancazzista… w la democrazia


  2. marco binda

    c’è di buono che ci è sceso in piazza non si è preso un soffitto in testa!


  3. Riccardo Genovesi

    Dopo aver letto la cronaca dell’incontro, al quale mi è dispiaciuto non poter partecipare (soprattutto in qualità di lavoro e studente universitario per nulla fancazzista, come molti sanno) a causa di impegni precedenti inerenti al partito SERIO e DEMOCRATICO che rappresento a Besozzo e Sangiano (il PD), ho avuto un’ulteriore conferma che ci voglia davvero poco, oramai, per diventare senatori e senatrici della nostra amata Repubblica. Ci credo che una come la Gelmini sia piazzata a fare il Ministro!!! Ero tra i pochi ad essere presente al “Faro”, il 2 novembre 2007, allorchè il nostro sindaco, dottor Rizzi, pronunziò un intervento di commemorazione ai Caduti della I Guerra Mondiale, durante il quale, dopo una serie di “orrori” storici, tirò fuori e con estremo orgoglio, la questione della gloriosa battaglia vinta contro la carne di maiale…Leggo che non ha smesso. Allora, scherzandoci un pò sopra (se no, qui, la tensione si taglia con il coltello a mò di lardo di colonnata, tanto per rimanere in tema) voglio dire a Rizzi in un dialetto che credo gli farà estremo piacere: A’ Ri’, cambia er disco che te s’è fato vechiooooo!!! Con simpatia e ringraziando i ragazzi del Michelino per le loro cronache, davvero eccellenti.
    Riccardo Genovesi, Portavoce Pd Besozzo – Sangiano



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