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11 febbraio 2012

Urbanistica e territorio: botta e risposta tra Rossotti e Binda

«Siete qui per costruire o per difendere?»: con questa domanda un residente di via Volta attira l’attenzione del gruppetto di persone riunitosi domenica mattina (16 novembre 2008) vicino al parco delle Cascine. Del gruppetto facevano parte, oltre che giornalisti della Prealpina, della Provincia e, ovviamente, del Michelino, i rappresentanti della lista civica Vivere Besozzo; l’occasione dell’incontro era la conferenza stampa indetta proprio dai consiglieri della minoranza per rispondere agli articoli apparsi sul Foglio Notizie di ottobre.
«Per difendere, ovviamente». L’opposizione al progetto di lottizzazione della zona delle cascine è ormai diventata un imperativo categorico per Angelo Binda e per il gruppo da lui rappresentato.

Durante l’incontro a difesa del parco delle ex cascine, il Consigliere Angelo Binda ha voluto fare una breve parentesi per controbattere alle accuse mosse dall’Assessore all’Urbanistica Rossotti sulle pagine del Foglio Notizie di ottobre. Cercheremo ora di ricostruire il “botta e risposta” a distanza tra i due.

Prima accusa di Rossotti: Angelo Binda si dichiarò favorevole, nel 1992, a una variante urbanistica del PRG per realizzare un insediamento turistico in località Bozza, dimostrando così scarsa sensibilità per il territorio besozzese che oggi difende tanto calorosamente. Risposta di Binda: «basta andare a verificare quanto da me fatto con gli amici Giampiero Tonello e Claudio Miglierina per raccogliere oltre mille firme contro quella variante, azioni che hanno permesso di bloccarla; quando entrai in maggioranza nel 1994, nell’accordo di programma uno dei punti riguardava proprio il ritiro di quella variante».

L’articolo di Rossotti prosegue insinuando che l’amministrazione del biennio ‘95/’97, di cui faceva parte Binda, non abbia per tutto quel periodo messo mano a un PRG che aveva bisogno di modifiche. Nella conferenza stampa Binda ricorda di essersi prodigato, in quei due anni, «per avere a disposizione due strumenti semplici ma costosi per poter permettere la modifica al PRG: l’esecuzione dei rilievi aereofotogrammetrici per avere una “fotografia” dello stato del territorio e lo stanziamento di fondi per l’assegnazione dell’incarico al professionista designato».

Nella conclusione del suo intervento, Rossotti ha attribuito a Binda la responsabilità di aver certificato che un terreno era edificabile, pur non essendolo; l’interessato risponde: «ritengo che, trattandosi di atti tecnici, Rossotti debba chiedere spiegazioni all’Ufficio Tecnico oppure, se ritiene vi sia stato dolo da parte di qualcuno, può sempre rivolgersi alla magistratura, nella quale noi continuiamo ad avere la massima fiducia».

V.F.



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