Cara redazione
Motivi contingenti non mi hanno permesso di accedere a internet in questi ultimi mesi, così solo ora ho avuto la possibilità di leggere Il resto del Michelino. Una mano amica mi aveva comunque stampato alcuni articoli (potenza della tecnologia che permette di far circolare su carta ciò che è ormai prassi diffondere sul web). Mi avevi parlato di questa idea del giornale, così, con leggerezza, ma avevo pensato a uno scherzo, a un progetto vago, formulato tanto per parlare. Non pensavo che l’idea si sarebbe concretizzata.
Come mamma ho sempre cercato di mettere in pratica le parole di Gibran: “i vostri figli non sono figli vostri, potete dare loro il vostro amore, non le vostre idee…” Eppure confesso che ho provato sollievo a ritrovare in te un po’ di me stessa giovane. Sono tornata indietro di quarant’anni quando un gruppo di giovani aveva pensato di dare voce ai Besozzesi, di trovare uno strumento che facesse circolare idee, mettesse opinioni a confronto ed era nato Il Faro.
Ricordo le discussioni di redazione, le interviste ai rappresentanti politici (c’erano ancora le vecchie sigle dei partiti, ormai tutte sparite…!), gli articoli sulle iniziative culturali, le nostre riflessioni sugli argomenti più vari…
L’esperienza si è poi conclusa per vari motivi, non ultimo una diversa concezione della politica: da alcuni intesa come ricerca della possibilità di vincere le elezioni e di amministrare, con la conseguente necessità di trovare appoggi e alleanze, per altri la politica come partecipazione alla vita della polis, come strumento di confronto e di crescita.
Erano anni stimolanti. Il messaggio del Concilio vaticano secondo, il sogno della Nuova Frontiera kennedyana, le battaglie per il progresso della gente di colore allargavano gli orizzonti verso un mondo più aperto al dialogo, più tollerante, più giusto.
Fatico a ritrovarmi nel mondo di oggi. Spesso l’arroganza è considerata una virtù; la diffidenza nei confronti del diverso è dilagante; la preoccupazione ossessiva di tutelare il nostro esclusivo benessere e le nostre radici culturali è angosciante.
Credo che il dialogo sereno, il confronto senza pregiudizi, lo scambio di opinioni nel rispetto delle diverse identità siano da sempre occasione di maturazione personale e di crescita sociale, ma penso anche che nella nostra società così confusa, impaurita e rissosa siano principi indispensabili per la nostra sopravvivenza democratica.
Grazie ai giovani che sanno e vogliono portare avanti qualcuno dei nostri vecchi ideali.
Una mamma