Un consiglio comunale acceso quello di ieri sera a Besozzo, davanti a un nutrito gruppo di cittadini. Dopo la consueta verifica degli equilibri di bilancio, valutata positivamente dal responsabile dell’area finanziaria, il rag. Paglia (unica minaccia: il mancato rimborso da parte del Governo delle entrate che erano previste prima dell’abolizione dell’ICI), si è passati alla discussione sull’attuazione del programma. L’assessore alle opere pubbliche Fausto Brunella ha illustrato lo stato d’avanzamento dei lavori sul territorio comunale, che dovrebbero essere esecutivi entro la fine dell’anno: ha parlato di manutenzione delle strade, dell’acquedotto e delle fognature, di sistemazione dei marciapiedi in via Mazzini e in via C. Battisti e di tombinatura delle acque bianche; nuovi loculi verranno costruiti al cimitero di Besozzo dopo le festività di inizio novembre; la domanda del consigliere Angelo Binda, capolista di “Vivere Besozzo”, sull’attuazione dei punti del programma più vicini a tematiche culturali e sociali, cade nel vuoto. Il bilancio è approvato con i voti contrari di “Vivere Besozzo” e l’astensione di Mattioni (FI-AN-UDC).
All’ordine del giorno anche l’approvazione di una variante del bilancio destinata all’acquisto, per 300.000 euro, della parte di immobile adiacente al palazzo comunale, comprendente il cortile secondario e cinque locali; in caso di effettivo acquisto (ancora da valutare) i nuovi spazi sarebbero destinati a una redistribuzione degli uffici già presenti. In quest’occasione Binda ha messo in luce lo stato di trascuratezza di un altro importante immobile di proprietà del comune, l’ex-fabbrica del Sonnino, «uno spazio potenzialmente sfruttabile per servizi e strutture utili alla cittadinanza».
Terzo punto all’ordine del giorno: la controversa modifica del PRG per permettere la costruzione di una strada parallela a via Lago (Bogno), prolungamento di via Sottocampagna. Coghetto fa notare come l’accesso a via Lago per chi proviene da via Sottocampagna sia in salita, e ciò ostacolerebbe la visibilità. Risposta di Rossotti, assessore all’urbanistica: «anche in montagna si fanno le strade. E comunque, si studierebbe un falsopiano per rendere l’innesto più dolce e un sistema di precedenze che avvantaggerebbe chi proviene da via Sottocampagna».
Approvata all’unanimità la costruzione di una rotonda a Olginasio, sul confine tra Bardello e Besozzo; si prevede un futuro collegamento con la statale SP1var, all’altezza del Distretto Scolastico, e si auspica un futuro possibile collegamento con la superstrada Besozzo-Vergiate, attraverso Malgesso.
Ultimo – e più scottante – tema discusso quello riguardante il Piano di Lottizzazione di via Volta. Dopo la formale richiesta di approvazione del progetto da parte di Rossotti, l’architetto Coghetto prende la parola per un lungo intervento: «abbiamo osservato per giorni il flusso del traffico lungo la strada che da Cardana entra in Besozzo superiore all’altezza della Casa di Riposo. La massima congestione del traffico si ha in corrispondenza dell’apertura e della chiusura delle scuole, problema che non verrebbe affatto risolto dalla variante di via Volta in quanto la destinazione delle persone interessate le spingerebbe a passare comunque da via Pasubio. Ma l’aspetto più contestato della vicenda è il mancato riconoscimento del valore paesistico e storico della zona interessata: le cascine della campagna cardanese sono testimonianza della storia del nostro territorio, e anche l’apparente svantaggio di strade strette e poco agevoli può essere letto come il segno peculiare di una memoria a cui non possiamo rinunciare. Credo infine che quest’amministrazione presti attenzione solo all’interesse economico immediato derivante dagli oneri di urbanizzazione; non ci si rende conto però dei futuri costi di gestione derivanti dalla costruzione di ben 19 nuove villette». A questo punto Binda prende la parola per leggere al vicesindaco Brunella dei passi tratti da Alla ricerca dell’uomo interiore, libretto scritto dal vescovo Tettamanzi in occasione di un incontro a cui entrambi parteciparono in passato, dove di riflette su quali debbano essere le qualità di un buon amministratore locale. «Costruisce la sua città con amore e intelligenza. E questo perché conosce e sa leggere il proprio territorio, la propria storia e le tradizioni, e insieme ne favorisce lo sviluppo pensando in particolare al bene delle nuove generazioni. Così capisce quando lo sviluppo urbanistico ed economico obbedisce a logiche estranee al bene della gente che abiterà quel quartiere; quando l’ambiente rischia di essere irrimediabilmente distrutto e quando, invece, opere ed infrastrutture sono utili e necessarie per un corretto ed armonico vivere sociale. E ne sa spiegare le ragioni e ha il coraggio di spiegarle.» Binda conclude così il suo intervento: «questa lottizzazione è un grande errore».
Anche quest’ultimo punto approvato dalla maggioranza, con i voti contrari di “Vivere Besozzo” e di Mattioni.
Ma.Pe. – Fra.Bin – Val.For
sarebbe davvero interessante sapere quali progetti l’amministrazione ha in mente oltre a cementificare OVUNQUE. e dire che proprio loro si spacciano per il legami con il territorio, le radici…
Ho la vaga impressione che quando si parla di ammordernare l’edificio Comunale non si facciano problemi, mentre quando c’è bisogno di “spendere” del denaro per lavori effettivamente necessari sorgano varie problematiche.
Sono davvero necessari altri uffici o un cortile per il Comune?
Non è possibile utilizzare quei soldi per qualcosa di più concreto e veramente utile agli abitanti?
Bellissimo! il comune acquisterà dei nuvi locali e così provvederà a ridistribuire gli uffici!!! cioè, non gli passa neanche per l’anticamera del cervello la questione BIBLIOTECA!! Eppure, stando a quanto ci dicevano, la biblioteca a Besozzo non si può fare perchè mancano gli spazi…sarà vero?
“si nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti pure quiddre delli paisi luntani”
così recita una canzone salentina che con buona pace del carlo porta potremmo tradurre “se te tegnen a ment la tò tradiziun te podet rispetà quei di altri” (avrei voluto far meglio ma non ci sono ancora a besozzo corsi di dialetto.chissà perchè poi), che in italiano sarebbe “se non ti scordi la tua tradizione puoi rispettare anche quelle dei paesi lontani”.
sul rispetto delle altre culture non occorre parlare perchè certa politica si commenta da sé.
per quanto riguarda la nostra tradizione invece mi chiedo con che coraggio si possa cementificare l’ultimo angolo di Besozzo che ci ricorda il nostro passato, la Besozzo contadina di cascina Pedroni (uno dei cognomi tra l’altro besozzesi per eccellenza), un cascinale con stupendi campi attorno, in cui i nostri nonni coltivavano grano e uva, allevavano animali, crescevano i figli da cui ci vantiamo di discendere.
con questa devastazione Besozzo diviene sempre più paese dormitorio, paese di villette a schiera, una sorta di giambellino dei tempi moderni con vista lago.
ma quando ci parlano di cultura e tradizione a cosa si riferiscono? è solo “si alla polenta no al cuscus” (tralasciando il fatto che la polenta si fa con il mais che arriva (orrore!!) dal sud america)?
Sono pienamente d’accordo con te Ale!! Sanno solo rovinare con continue colate di cemento il nostro bellissimo territorio…dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi! Il dramma è che molta gente non è al corrente delle tremende decisioni che sta prendendo questa amministrazione leghista…dobbiamo spargere la voce in paese!!