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11 febbraio 2012

“Bellissimo ed emozionante”: le ballerine raccontano l’inugurazione dei mondiali visti dalle crinoline

“Bellissimo ed emozionante” sono le impressioni unanimi di due ballerine tra i 150 figuranti che si sono esibiti nello spettacolo di inaugurazione dei Mondiali di Ciclismo 2008.

“E’ stata dura: soprattutto l’ultimo fine settimana che abbimo provato tutto il giorno fino a mezzanotte. Nonostante tutto lo rifarei subito. ” dice Marta Binda una delle danzatrici che, in equilibrio sulla pedana della gabbia sotto l’enorme crinolina bianca e luccicante, volteggiava nell’arena del Cycling stadium lunedì 22 settembre 2008. “Oggi, dopo lo spettacolo, sono ancora stanchissima ed euforica” aggiunge Silvia Dalla Costa anche lei tra le ballerine del quadro Monti e laghi messo in scena per lo Studio Festi da una scuola di danza di via Michelino a Besozzo e coreografato dall’insegnante Camilla Lombardo che vanta una collaborazione di oltre un decennio con Valerio Festi e Monica Maimone.

“La sera dello spettacolo è andato tutto benissimo. La mia più grande preoccupazione non era la coreografia, tutto sommato semplice, quanto la coordinazione con i due spingitori sotto di me che non vedevano nulla ed erano radioguidati da un supervisore esterno. L’altezza non mi spaventava ma avevo paura a sporgermi troppo con il corpo, perché rischiavo ribaltare la struttura” dice Marta Binda alla sua prima esibizione sulle crinoline. Silvia Dalla Costa ha invece una certa esperienza con gli oggetti scenici dello Studio Festi per cui si è esibita in alcuni spettacoli di piazza. “Ieri sera però quando ho visto gli spalti gremiti più alti di a me hanno iniziato a tremarmi le gambe” dice “ed era tanto che non mi succedeva.”

Riguardo l’esperienza di essere tra i protagonisti dell’inaugurazione dei Mondiali di Ciclismo di Varese, Marta racconta: “è stato interessante stare dietro le quinte di uno spettacolo che andrà in mondovisione. Durante le prove generali di sabato e domenica sera eravamo circondate da telecamere appese a bracci meccanici e fotografi che ti chiedevano di guardare in camera e sorridere.” “La sera dell’evento c’era davvero tantissima gente” continua Silvia “un pubblico calorosissimo, che ci ha circondato di flash e applausi, e veniva spontaneo sorridere.”

“Come dopo ogni spettacolo” conclude Marta, “mi rimane la sensazione di nostalgia: alla fine dell’esibizione abbiamo risentito il brano di Morricone su cui abbiamo ballato, ma non era più la stessa cosa.” “E’ passato tutto troppo veloce” aggiunge Silvia “abbiamo provato per mesi e poi tutto si è esaurito in pochi minuti”.



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silvia bevilacqua





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