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11 febbraio 2012

Brunella: “per la recinzione del Chioso abbiamo speso meno del previsto”

“La recinzione al prato del Chioso, davanti al Comune, è stato fatto per ragioni di sicurezza”, incalza l’Assessore ai lavori pubblici Fausto Brunella. “Il prato non era a norma per poter far entrarvi le persone: nella parte verso via Mazzini il muro è molto alto e se un bambino arriva correndo rischia di cadere e farsi male.”

La sovrintendenza ai beni architettonici e culturali ha imposto di lasciare il terreno agricolo com’era una tempo: prato con alberi da frutto. “Resterà comunque un parco pubblico“, assicura Brunella, “finita la recinzione non chiuderemo il cancello: ci saranno degli orari di apertura come in tutti i posti.” Poi aggiunge, infastidito dalla superficialità di alcuni commenti: “non è stato fatto un prato all’inglese davanti al Comune, come è stato detto, quello è un prato da fieno ed è stato lasciato così com’era una volta”

Per quanto riguarda le polemiche sul costo del lavoro, Brunella risponde: “i 150 mila euro messi a bilancio erano destinati ad immobili comunali.” L’investimento era stato calcolato in abbondanza e con indicazioni ad ampio respiro, sapendo che i soldi in eccedenza avrebbero potuto essere utilizzati per altri lavori sulle proprietà del Comune, come il Centro di Formazione Professionale a cui verrà destinata una parte della cifra per lavori di risistemazione.

“L’idea originaria era di fare una recinzione in ferro battuto, con stanghe dritte, semplici e non lavorate. Grazie ai sistemi di forgiatura industriali siamo riusciti a risparmiare”, spiega l’Assessore alle opere pubbliche. Non è ancora possibile sapere il costo esatto della cancellata, dato che i lavori non sono terminati. Con ogni probabilità, avanzeranno le risorse per realizzare il primo tratto del vialetto che, da via Monfrini, entra nel prato. Nell’ipotesi di progetto c’è anche il disegno di un passaggio pedonale, esistente un tempo, che dal piantone di Sant’Alessandro, scende una scaletta, attraversa il Chioso ed esce di fianco al cancello principale dove ora è stata lasciata un’apertura. “Per il momento non ci sono le risorse per ripristinare l’intero percorso” conclude Brunella, “probabilmente realizzeremo il primo tratto, con i soldi avanzati”


si.be.



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silvia bevilacqua





4 Comments


  1. Umberto Vanotti

    Il centro di Besozzo superiore aveva di certo bisogno di un luogo dove fermarsi a mangiare un gelato o a leggere un giornale. Se il chioso, ora recitato è “messo a norma” può assolvere a questa finalità, ben venga la recinzione! Rispetto la posizione della sovrintendenza sulla destinazione “agricola” dell’area, ma potremo avere a disposizione qualche infrastruttura (due panchine, un gioco per i bambini …) per rendere fruibile l’area? Altrimenti, aver recintato un terreno agricolo non avrebbe proprio alcun senso!


  2. franca

    il sindaco afferma che anche con il recinto il luogo resterà aperto in determinati orari.come il faro?anche lì sarebbe bello poter entare se non fosse SEMPRE chiuso!


  3. Paolo Costantini

    Rispondendo ad Umberto Vanotti: sono d’accordo che non sarebbe male avere 4 panchine e dei giochi per i bambini anche a Besozzo superiore, ma credo che la cosa non sia possibile.
    Proprio per la posizione presa nel voler mantenere il terreno a destinazione agricola se si dovessero mettere giochi, panchine ecc.. mi sa che si andrebbe implicitamente a modificare la destinazione d’uso del lotto, e la sovrintendenza ai beni architettonici e culturali salterebbe letteralmente al collo di chi avrà avuto la brillante idea! (che, ribadisco, non è male ma credo inattuabile).
    Comunque è un’ipotesi mia sulla situazione, non so quanto sia possibile fare e quanto no!


  4. Besozzese D.O.C.G

    Beh 150 mila euro per recintare il Chioso mi sembrano tantini, anzi esagerati.



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