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11 febbraio 2012

E’ morta! E’ morta!

Sono figlio di un operaio che per 38 anni ha lavorato nella Cartiera di Besozzo, un presidio manifatturiero  presente fin dal 1600 e che ha saputo resistere alla peste, a Napoleone, alle guerre ed a molti passaggi di proprietà. Ora la cartiera è chiusa, morta.

Ci hanno provato e c’è mancato veramente poco che ce la facessero. Mi riferisco ai dirigenti della Munksjö che con poche righe e senza troppe giustificazioni hanno tentato di dare una bella pedata nel sedere a 180 lavoratori (scarica la lettera di licenziamento).
Secondo il sig. Åström, la cartiera doveva chiudere per due motivi: mercato fermo e costi energetici elevati.
Probabile. In molti però sono convinti di aver dovuto sloggiare per colpa di un manager incapace, super pagato e che non rispondeva da tempo delle proprie azioni. Il manager si chiama Fabio Trezzani ed è responsabile, secondo i lavoratori, anche della recente chiusura della cartiera di Vaprio d’Adda.
Comunque sia gli operai non si sono arresi e si sono barricati con merci e macchinari all’interno dello  stabilimento con la speranza di veder riconosciuti i loro diritti di persone, lavoratori e cittadini.
C’è stata una manifestazione (la prima di una lunga serie), un corteo si è recato dal sindaco leghista, nonché senatore, Fabio Rizzi. All’incontro era presente anche Marantelli, deputato del gruppo PD.
Bisogna dire che le istituzioni, seppur barcollando, si sono mosse e il sindaco, oltre ad aver partecipato agli incontri col prefetto di Varese Roberto Aragno, si è fatto “portavoce presso le Istituzioni” della situazione besozzese.

Anche l’eurodeputata di An Cristina Muscardini, autrice di una lettera indirizzata ai colleghi svedesi nella quale si è detta “meravigliata dal metodo utilizzato dalla Munksjo”, e alcuni rappresentati della lista civica “Vivere Besozzo” hanno fatto visita agli operai. Il gruppo PD ha invece organizzato una piccola festa di solidarietà il cui ricavato, seppur modesto, verrà consegnato a Luigi Barone, della RSU, alla festa del collegio dei circoli del PD che si terrà a Gemonio il 19 e il 20 luglio.
Segni di interesse sono giunti anche dalla Chiesa con l’invito alla preghiera e con la visita del Vicario episcopale della zona di Varese e vescovo Monsignor Luigi Stucchi.

Nella lettera che ho riportato, il sig. Jan scriveva che Munksjo avrebbe supportato i lavoratori. La comunicazione interna era però diversa e suonava un po’ come “chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, vogliamoci bene e scordiamoci il passato”.
Le imprese italiane stanno scomparendo. Nel 2007  hanno chiuso 245.843 aziende e per il 2008 è stata prevista la chiusura di altre 300 mila aziende. Una di queste 300 mila la conosciamo. Ora Besozzo non avrà più “la sua cartiera”, ma la stessa sorte toccherà presto ad altri. Non scordiamoci di loro.

ms

 



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Mattia Siragusa





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